Il dibattito sulla gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento si infiamma ulteriormente. Il sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, ha inviato una richiesta formale di chiarimenti all’Assemblea Territoriale Idrica (ATI) ATO 9 di Agrigento, denunciando una presunta disparità di trattamento tra i comuni serviti da AICA (Azienda Idrica Comuni Agrigentini) per quanto riguarda i costi della fornitura d’acqua tramite autobotti.
A scatenare la presa di posizione è stata una puntata del podcast Bibbirria.it, condotto da Cesare Sciabarrà, andata in onda il 21 febbraio 2026. Ospite in studio il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, che ha rilasciato dichiarazioni destinate a far discutere: secondo quanto da lui affermato, a Raffadali per gli utenti in regola con il contratto AICA il trasporto dell’acqua tramite autobotte è gratuito (a totale carico di AICA), e si paga in bolletta soltanto la quantità di acqua effettivamente consumata. Al contrario, nel caso di servizio comunale (autobotti non gestite da AICA), i cittadini pagherebbero solo il costo del trasporto e non l’acqua stessa.
Queste parole, pronunciate in un contesto pubblico e seguito come quello del podcast Bibbirria.it, hanno messo in evidenza una differenza di trattamento che a Canicattì appare ben diversa: qui gli utenti – anche quelli titolari di regolare contratto con AICA – sarebbero tenuti a pagare l’intero servizio, inclusi i costi di trasporto, generando una disparità percepita tra i vari comuni dell’ambito territoriale.
Proprio queste affermazioni hanno spinto l’amministrazione Corbo a chiedere ufficialmente all’ATI di fare luce su punti cruciali:
• Esiste un regolamento unico e uniforme per tutti i comuni dell’ATO 9?
• Le condizioni economiche e operative applicate da AICA sono davvero uguali ovunque, o si registrano trattamenti differenziati?
• Perché a Raffadali il trasporto con autobotte per gli utenti contrattualizzati risulterebbe a carico di AICA, mentre a Canicattì no?
Nella nota inviata, il Comune ha richiesto espressamente la convocazione urgente di un tavolo istituzionale per discutere la questione, verificare l’uniformità del servizio e garantire parità di trattamento tra tutti i cittadini.
Dall’ATI Agrigento è arrivata una prima risposta: il servizio di approvvigionamento tramite autobotti è regolato dal regolamento di utenza approvato dall’Assemblea, che prevede che le spese di trasporto restino a carico degli utenti in caso di consegna con autocisterne o mezzi su gomma. Durante l’emergenza idrica recente sono state attivate modalità straordinarie per garantire la fornitura anche alle utenze non contrattualizzate, e tali regole valgono uniformemente per tutti i comuni gestiti da AICA.
Tuttavia, il Comune di Canicattì non si considera soddisfatto e attende ulteriori chiarimenti tecnici, nonché l’avvio di un confronto concreto. L’obiettivo è eliminare ogni forma di disparità e assicurare che un servizio essenziale come l’acqua venga gestito con criteri chiari, trasparenti e uguali per tutti i cittadini.
La vicenda, accesa dalle dichiarazioni del sindaco Cuffaro nel podcast Bibbirria.it, evidenzia un malcontento diffuso sulla gestione idrica in provincia di Agrigento, dove le emergenze, le proteste e le richieste di equità si susseguono da mesi. L’amministrazione Corbo intende proseguire con determinazione il dialogo istituzionale fino a ottenere risposte chiare e definitive.