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Si è concluso con la bocciatura della mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Vincenzo Corbo il Consiglio comunale di Canicattì tenutosi ieri sera, giovedì 9 aprile. Una seduta caratterizzata da forti tensioni, toni accesi e numerose assenze che hanno segnato il dibattito politico cittadino.
Il primo cittadino Vincenzo Corbo era assente dall’aula. Unica rappresentante della giunta presente è stata l’assessore Muratore, che ha seguito i lavori in solitudine per conto dell’amministrazione. Dei 24 consiglieri comunali complessivi, ben 6 erano assenti, contribuendo a un clima già di per sé carico di polemiche.
La mozione di sfiducia, firmata inizialmente da 14 consiglieri (tra cui esponenti di maggioranza e di opposizione, tra i quali anche esponenti di Forza Italia, partito di riferimento del sindaco al momento dell’elezione), è stata discussa in un’atmosfera rovente. I firmatari avevano puntato il dito contro la gestione amministrativa dell’ente, con particolare riferimento all’emergenza idrica e ad alcune scelte politiche ritenute divisive.
Al momento del voto, tuttavia, la mozione non ha raggiunto la maggioranza qualificata necessaria (almeno 15 voti favorevoli su 24). Sono stati registrati 13 voti a favore, 5 contrari e 6 assenti. Il documento è quindi stato respinto, permettendo al sindaco Corbo di proseguire il proprio mandato.

Questi nel dettaglio i voti espressi


Favorevoli: Angelo Cuva, Giangaspare Di Fazio, Daniela Marchese Ragona, Giuseppe Alaimo, Alida Turco, Anita Alessi, Dario Curto, Calogero Restivo, Calogero Muratore, Domenico Licata, Fabio Falcone, Giuseppe La Licata e Gianluca Cilia.

Hanno invece votato a sfavore della mozione : Marcello Cipollina, Carmelo Onolfo, Gioacchino La Greca, Massimo Muratore e Carmelo Ferraro.

La seduta ha evidenziato le profonde divisioni all’interno del Consiglio. I toni accesi hanno reso evidente la frattura tra le varie componenti politiche, con interventi vivaci e scambi di accuse reciproche. L’assenza di diversi consiglieri e dello stesso primo cittadino ha alimentato ulteriori polemiche sul livello di responsabilità istituzionale in un momento delicato per la città, già alle prese con problemi cronici come la carenza d’acqua.
Questa mozione rappresentava il culmine di mesi di malcontento, emerso con forza nei primi mesi del 2026 tra emergenza idrica e difficoltà gestionali. Nonostante il fallimento del tentativo di sfiducia, il voto di ieri lascia aperta la questione della stabilità dell’amministrazione comunale di Canicattì.
L’opposizione e i firmatari della mozione valuteranno ora le prossime mosse, mentre la maggioranza si prepara a rilanciare l’azione di governo.