
Ogni anno l’Italia restituisce a Bruxelles miliardi di euro non spesi.
Fondi pensati per il Sud, per le imprese, per i comuni piccoli che non
hanno le competenze per accedervi. Un paradosso che si ripete in
silenzio da decenni.
Un team di professionisti con pregressa esperienza decennale ha deciso
che è ora di smettere di accettarlo.
Si chiama SALOMON — Centro Strategico per lo Sviluppo Territoriale. Ha
sede a Campobello di Licata, è un’Associazione di Promozione Sociale
costituita ai sensi del D.Lgs. 117/2017, e fa una cosa sola con una
precisione che nel settore non si era mai vista: identifica i
finanziamenti a fondo perduto accessibili per ogni impresa, artigiano,
agricoltore o comune — e li ottiene.
La regola è semplice: se non ottieni il contributo, non paghi nulla.
Il team analizza gratuitamente ogni profilo e produce un report con le
opportunità concrete disponibili in quel momento — importi reali,
probabilità reali, scadenze reali. Poi costruisce tutta la pratica e
la presenta. Il cliente non tocca un portale, non compila un modulo,
non perde un giorno di lavoro.
In questo momento sono aperti programmi con contributi fino all’80
percento a fondo perduto per imprese, agricoltori e comuni del
Mezzogiorno. Scadenze tra maggio e giugno 2026.
Ma SALOMON non si ferma ai bandi. Introduce in Sicilia un servizio che
non esisteva: la Relazione Tecnica Comparativa per le gare d’appalto
pubbliche. Quante imprese perdono appalti non perché il progetto sia
sbagliato — ma perché la documentazione tecnica è insufficiente?
SALOMON produce quel documento. Il tecnico dell’impresa lo firma. La
commissione aggiudica.
«Il Sud non ha bisogno di assistenza. Ha bisogno di competenza tecnica
al suo fianco» — è la filosofia con cui SALOMON si presenta al
territorio.

















