In risposta alle recenti polemiche sugli aumenti della TARI a Naro – culminate nella manifestazione del 10 aprile 2026 con il rogo simbolico delle licenze da parte di commercianti e cittadini davanti al Municipio – l’ex sindaca Maria Grazia Brandara è intervenuta con una lunga dichiarazione per ricostruire i fatti e difendere l’operato della sua amministrazione.4140
Intitolata “Questione TARI. Per rispetto della verità”, la nota dell’ex prima cittadina (che ha guidato il Comune dal 2019 al 2024) invita a leggere con attenzione la Relazione di fine mandato, in particolare le pagine 15, 16, 17 e 18, documenti ufficiali che ricostruiscono la genesi del sistema TARI, le criticità riscontrate, gli atti di indirizzo agli uffici e le iniziative intraprese, comprese le segnalazioni agli organi competenti.
Brandara sottolinea che si tratta di atti ufficiali, non opinioni, e richiama un principio fondamentale spesso dimenticato: già prima dell’attuale sistema ARERA, il D.P.R. 158/1999 e la legge 147/2013 prevedevano la copertura integrale del costo del servizio rifiuti a carico degli utenti, non del bilancio comunale.
«Per anni il costo reale del servizio era di circa 1.300.000 euro, la bollettazione copriva solo una parte, circa 800.000 euro, e la differenza veniva pagata con il bilancio comunale. Questa prassi non rispettava il principio di copertura integrale dei costi», scrive l’ex sindaca. «Per lungo tempo si è fatto pagare meno ai cittadini, ma non perché il servizio costasse meno. La differenza veniva coperta dal bilancio comunale. Quando si applicano correttamente le regole, quei costi emergono».
L’eredità del passato e l’azione dal 2019
Brandara ricostruisce le difficoltà incontrate sin dal suo insediamento: una “anomala” perdita di dati finanziari per la rottura del server dell’ufficio ragioneria (denunciata alle autorità competenti), che ha imposto una ricostruzione manuale. Nonostante questo, la sua amministrazione ha lavorato per riportare trasparenza e affrontare le criticità accumulate.
Il motto guida è stato “Pagare tutti per pagare meno”: allargare la platea dei contribuenti combattendo l’evasione su utenze e immobili (Naro ha il territorio comunale più vasto della provincia). Sono state emanate specifiche direttive, tra cui la nota del 22 gennaio 2021 (prot. 15747) per la verifica dell’evasione tributaria e quella del 27 febbraio 2023 (prot. 2845) per estendere la TARI a tutti gli immobili assoggettati a IMU, oltre ad altre disposizioni.
I PEF approvati e la due diligence
L’ex sindaca elenca con precisione i PEF (Piani Economici Finanziari) redatti e approvati dalla sua amministrazione:
• PEF 2021: valore 1.321.621,00 euro, calcolato con MTR-1, validato dalla SRR 4 AG EST (determina n. 112 del 9.8.2021). Deliberato con delibere di Giunta n. 51 e 52 del 26.6.2021 e del Consiglio Comunale n. 13 e 14 dell’8.9.2021. Includeva anche il costo effettivo del 2020.
• PEF 2022-2025: calcolato con MTR-2, deliberato in Consiglio Comunale il 10 aprile 2024 (delibera n. 7) con i seguenti importi: 2022 = 1.339.450,00 euro; 2023 = 1.359.842,00 euro; 2024 = 1.385.806,00 euro; 2025 = 1.407.840,00 euro. Validato dalla SRR.
Nel 2021 la Giunta (delibera n. 81 del 21.11.2021) aveva approvato un atto di indirizzo per una due diligence sul servizio rifiuti, sull’appalto e sulla tassazione, affidandola a professionisti indipendenti. L’obiettivo era analizzare atti, contratto e gestione alla luce delle criticità segnalate dai cittadini. L’atto non ebbe seguito operativo a causa del dissesto dichiarato nel febbraio 2022, ma la volontà di verifica è stata formalizzata.
La difesa: “Non mi sono mai girata dall’altra parte”
Brandara respinge l’accusa di aver “nascosto la polvere sotto il tappeto”: «Io posso affermare, documenti alla mano: che non mi sono mai girata dall’altra parte. Ho sempre informato gli organi competenti. Questa è responsabilità pubblica».
Riconosce che oggi è corretto adeguare le tariffe ai costi reali, ma contesta che le responsabilità vengano attribuite a chi ha tentato di affrontare il problema. Ribadisce due principi di giustizia: chi non ha mai pagato deve pagare, ma i cittadini virtuosi non devono pagare gli errori di altri; eventuali danni da gestioni superficiali non devono ricadere sulla comunità.
L’ex sindaca conclude auspicando controlli approfonditi da parte degli organi competenti e ricordando il suo metodo di confronto diretto con i cittadini, citando anche la partecipazione a una manifestazione contro un’antenna dove fu contestata ma non si sottrasse al dialogo.
«Un’amministrazione ha il dovere di confrontarsi con i cittadini, non di evitare il confronto. La legalità non è una bandiera da sventolare a intermittenza. È coerenza. È responsabilità. È rispetto della verità. E la verità, quando è completa, non ha bisogno di essere gridata. Si comprende. La verità non è una parte della storia. È la storia intera».
La dichiarazione di Brandara arriva mentre l’attuale amministrazione (sindaco Milco Dalacchi e assessore al Bilancio Vincent Cancemi) attribuisce gli squilibri proprio alla gestione precedente, in particolare al ritardo nell’approvazione dei PEF a partire dal 2020 e ai mancati incassi degli anni passati.