Uno degli edifici di Canicatti in totale abbandono e’ la cosiddetta “Colonia”. Nel 1933 il cavaliere Luigi Gangitano La Lomia, ufficiale della milizia, (da non confondere col cugino, il generale e deputato Luigi Gangitano) dono’ al Comune di Canicatti 5.100 mq di terreno in contrada Pizzo Grosso, in splendida posizione panoramica, da destinare alla costruzione di una Colonia Estiva Elioterapica per i fanciulli. Nel periodo fascista in tutte le province furono istituite delle colonie che si dividevano in montane e marine e in diurne e notturne. In provincia di Agrigento ne furono realizzate tre: ad Agrigento, a Sciacca e a Canicatti. Quella di Canicatti era una colonia montana a funzionamento soltanto diurno; la struttura era però realizzata anche in previsione del pernottamento dei ragazzi: non si spiegherebbe diversamente la presenza di così numerosi ambienti. L’edificio fu realizzato su progetto dell’ing. Luigi Portalone e disegni dell’arch. Serafino Tavella. Nel suo insieme, dall’alto, ricordava la sagoma di un bambino con le braccia aperte, simile al logo della campagna antitubercolare propagandata sotto il fascismo. La Colonia fu costruita soprattutto grazie alle donazioni in denaro al partito fascista da parte del popolo canicattinese. La Colonia fu inaugurata il 16 luglio 1935. La cerimonia fu preceduta da una “marcia di piccoli soldati” che, partiti dalla Casa del Fascio di via capitano Ippolito, raggiunsero a piedi il colle di Pizzo Grosso. Il nuovo fabbricato, della superficie di 400 mq., consisteva in due elevazioni fuori terra di circa dieci metri. La Colonia Elioterapica fu intitolata a Maria Adelaide Gangitano, la figlia del cavaliere Luigi morta a ventidue anni di leucemia. La Colonia, sebbene già dall’estate del 1940 l’Italia fosse in guerra, continuo’ la sua attività fino al 1942. Ospitava ogni anno, durante i mesi estivi, in più turni, circa trecento bambini di ambo i sessi; nel 1941 si svolsero ben tre turni di soggiorno: dal 26 giugno al 22 luglio 140 ragazze; dal 2 al 27 agosto 140 maschi; dal 16 settembre, per alcune settimane, altri 50 bambini affetti da tracoma e provenienti da vari centri della provincia. Ogni fine estate, a conclusione di tutte le attività, si svolgeva nella mattinata una cerimonia religiosa e nel pomeriggio un saggio ginnico-musico-letterario. Particolarmente solenne la manifestazione conclusiva del 29 agosto 1941 cui prese parte il vescovo di Agrigento, mons. Giovanni Battista Peruzzo che si trovava in villeggiatura ospite della vicina Villa Rita di Luigi Gangitano Licata. La Colonia dal 1942 rimase chiusa per le vicende belliche. L’edificio, alla fine degli anni Quaranta, ospito’ ancora qualche altro gruppo di ragazzi prima di essere completamente abbandonato. GAETANO AUGELLO