Che Naro non dimentichi mai il suo cittadino, il Maresciallo dei Carabinieri Calogero Vaccaro, nato a Naro Ag nel 1919, Medaglia d’Oro al merito civile, perito nella strage di Ciaculli.
il 30 giugno 2026 , ricorre il 63esimo anniversario della strage di Ciaculli.
30 giugno 1963.
Fu un attentato effettuato da Cosa Nostra in Italia nel 1963 in cui persero la vita 4 uomini dell’Arma dei Carabinieri, ( tra cui appunto il M.llo Vaccaro ) 2 dell’Esercito Italiano, e un sottufficiale dell’allora Corpo delle Guardie di P.S. (attuale Polizia di Stato).
Avvenne nella borgata agricola di Ciaculli a Palermo il 30 giugno 1963: un’Alfa Romeo Giulietta imbottita di esplosivi.
Le vittime furono:
-Tenente dei carabinieri Mario Malausa. -Maresciallo di P.S. Silvio Corrao.
-Maresciallo dei CC Calogero Vaccaro.
– Appuntati dei CC:Eugenio Altomare e Marino Fardelli.
-Maresciallo dell’esercito Pasquale Nuccio.
-Soldato Giorgio Ciacci.
L’episodio fu uno dei più sanguinosi durante gli anni sessanta che concluse la prima guerra di mafia della Sicilia del dopoguerra, che vide le uccisioni di numerosi mafiosi.
Durante la notte del 30 giugno 1963, l’esplosione di un’automobile imbottita di esplosivo che era stata abbandonata davanti all’autorimessa del boss mafioso Giovanni Di Peri a Villabate, provocò il crollo del primo piano dello stabile ed uccise il custode Pietro Cannizzaro e il fornaio Giuseppe Tesauro.
Poche ore dopo quest’ultimo attentato, a seguito di una telefonata alla questura di Palermo avvisante della presenza sospetta di un’autovettura, una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri, unitamente a un sottufficiale di Polizia in forza alla Squadra Mobile della Questura di Palermo, si recarono a Ciaculli, rinvenendo una Alfa Romeo Giulietta abbandonata con le portiere aperte.
Sospettando che si trattasse di un’autobomba venne chiamata una squadra di artificieri.
Questi ispezionarono l’auto e tagliarono la miccia di una bombola trovata all’interno e quindi dichiararono il cessato allarme. Tuttavia l’apertura del bagagliaio da parte del tenente Mario Malausa, comandante della tenenza di Roccella, causò l’esplosione della grande quantità di tritolo ivi contenuta.
Nel 2011 ai militari rimasti vittime in quella tragica giornata, è stata concessa dal Presidente della Repubblica, la Medaglia d’Oro al Merito Civile e alla Memoria.
Mimmo Riccio












