claudia-casa1L’ordinanza sindacale che vieta ad agrigento l’uso potabile dell’acqua distribuita ai cittadini da girgenti acque è un provvedimento doveroso che però arriva a “frittata” ampiamente fatta, cotta e mangiata, anzi, in questo caso forse è il caso di dire “bevuta” dalla povera gente, che paga ormai l’acqua come se fosse oro per vedere scorrere dai rubinetti e nei recipienti solo porcheria!

“La rabbia che monta nelle case, nelle vie e nelle piazze di Agrigento per questa ennesima “svista” da parte del gestore del servizio idrico – afferma la dirigente agrigentina di Legambiente Claudia Casa – è assolutamente condivisibile, non foss’altro perché una volta di più è confermato come i famosi ambiti territoriali ottimali e le gestioni private dei servizi pubblici a questi connessi di “ottimale”, fino ad oggi, hanno avuto ben poco, praticamente nulla, a fronte di aumenti esorbitanti dei costi a carico dei contribuenti che, stando così le cose, costituiscono veri e propri furti avallati da leggi e regolamenti”.
A proposito della scarsa qualità dell’acqua che arriva nelle case degli agrigentini Legambiente già la scorsa estate aveva sollecitato Comune, Girgenti Acque ed il Presidente della Provincia che presiede l’ATO Idrico ad attivarsi per individuare le cause e per garantire, attraverso gli opportuni interventi, la tutela della salute pubblica.
“Qui non stiamo parlando affatto di optional – afferma Claudia Casa – ma di un servizio primario che riguarda per di più un bene indispensabile per la vita di chiunque. Per la distribuzione di acqua inquinata spacciata per potabile, come si ricorderà, con Legambiente costituita parte civile si è pervenuti alla condanna in sede penale dell’ex sindaco di Agrigento Calogero Sodano e finalmente all’utilizzo dei cloratori automatici. Ma il ricorso alle vie legali – continua la dirigente di Legambiente – per quanto sacrosanto e doveroso in tutti i casi di mala amministrazione, non mette purtroppo al riparo i cittadini dalle dannose conseguenze a livello di salute che possono scaturire dalla sottovalutazione di un problema serio”.
Per Legambiente, a questo punto, non sono più ammissibili ulteriori ritardi e perdite di tempo nello svolgimento delle verifiche che devono appurare perché l’acqua che viene distribuita è sporca e soprattutto a chi vanno ricondotte le responsabilità di questo gravissimo ed intollerabile disagio.


Agrigento, 25.05.09
Claudia Casa