alcoliciLa recente escalation di incidenti stradali e le notizie di somministrazione di alcolici a minori di sedici anni e a soggetti in stato di  ebbrezza, da parte di qualche gestore irresponsabile, hanno reso necessaria l’attivazione di una campagna di sensibilizzazione contro la vendita di alcolici rivolta ai gestori di Bar, ristoranti, pizzerie, sale gioco, circoli privati e autobar.
Sono preoccupanti i dati che il comandante della  polizia municipale di Aragona, Alfonso Miccichè, ha sottoposto all’attenzione del Sindaco Tedesco, che per arginare il problema fa appello alla sensibilità e alla responsabilità dei gestori.
“Le quantità di bottiglie vuote di alcolici- spiega Tedesco- che vengono trovate nelle piazze e nelle vie scelte come luogo di ritrovo dai giovanissimi, spesso minorenni, rappresentano una prova oggettiva dell’ampiezza del fenomeno. Si tratta di adolescenti che individuano nell’effetto euforizzante dell’alcol la possibilità falsata di semplificare le relazioni interpersonali, di affermare la propria emancipazione seguendo mode e tendenze deleterie.”
Nel ricordare, così, in una lettera – invito, indirizzata ai titolari di esercizi pubblici i divieti imposti dagli articoli 689 e 691 del C.P., il Sindaco di Aragona li invita ad informare, in maniera inequivocabile, i giovani del divieto di somministrazione di alcolici ai minori di sedici anni.
“Il ruolo dei gestori,-continua Tedesco- associato ad un inasprimento dei controlli e ad una campagna di repressione, si rivela fondamentale per arginare il fenomeno.”
L’appello del Sindaco mira, dunque, a sensibilizzare i gestori, che entrando direttamente in contatto con i consumatori, svolgono anche un ruolo sociale offrendo ai giovani non solo spazi di aggregazione, ma anche e soprattutto possibilità comunicative.
Oltre, dunque, a cartelli leggibili in cui risulti chiaro il divieto di vendita di alcolici ai minori di sedici anni, l’idea lanciata sarebbe quella di creare dei gadget (cappelli, t-shirt, bandane…) che indossati col proposito di lanciare una nuova tendenza, ricordino ai giovani il divieto e nello stesso tempo offrano alle famiglie garanzie sulla professionalità e sul rispetto della legalità degli esercenti.