gdfCi sarebbero tre pregiudicati dietro un giro di fatture false tra società fittizie per una frode al fisco per circa 20 milioni di euro di imponibile, pari ad un iva dovuta e mai versata per oltre tre milioni di euro. È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Agrigento che lavora sul caso da due anni. Nel mirino delle fiamme gialle diverse societa’ connesse con l’attività di ristrutturazione e di ampliamento di un complesso turistico alberghiero sul litorale agrigentino, con annessi servizi ricreativi e ristorativi. La prima delle società verificate aveva posto in essere un consolidato meccanismo di frode all’erario attraverso l’interposizione, nelle singole operazioni di approvvigionamento, di soggetti preposti unicamente all’emissione di fatture false e all’accollo del debito iva senza che questo, tuttavia, fosse poi mai stato realmente assolto.

 


È il fenomeno del ricorso a società cartiere, entità il più delle volte sprovviste di reali strutture aziendali e commerciali, la cui rappresentanza ed amministrazione viene affidata a un soggetto “nullatenente”. I promotori dell’associazione utilizzavano un sistema di 14 società che, a turno, emettevano fittiziamente fatture e documenti di supporto relativi a prestazioni di servizi e cessioni di beni concernenti lavori edili mai avvenuti. grazie ad un’infinita serie di fatturazioni false avvenuta tra società interne al gruppo si eliminava qualsiasi debito nei confronti del fisco, in quanto gli obblighi dichiarativi si facevano ricadere nei confronti di soggetti “prestanome” che non ottemperavano agli obblighi dichiarativi e di versamento delle imposte dovute. Queste persone, che hanno precedenti penali, venivano “retribuite” dai promotori con uno stipendio mensile ed, in alcuni casi, con alcuni benefit quali autovetture o telefoni cellulari.

 

 Le 14 società del gruppo sono risultate essere mere scatole vuote, artatamente collegate per creare una situazione di apparente regolarità ma di sostanziale illegalità. le opere che si ritenevano asseritamente realizzate erano riferite ad interventi eseguiti negli anni 90 e riconducibili a gestioni di altri soggetti economici, così come riscontrato attraverso la disamina di perizie e approfonditi sopralluoghi tecnici. Sono in tutto 15 i soggetti denunciati dalla Finanza, ai quali sono state applicate anche misure interdittive di inabilitazione all’esercizio delle attività commerciali, industriali e professionali.