Boccata d’ossigeno per la viticoltura canicattinese, o almeno per quella certificata. Il marchio di qualità Igp dell’“Uva da tavola di Canicattì” approda con circa settemila quintali di prodotto nel circuito della grande distribuzione di Coop Italia. Questo l’accordo di massima contenuto nel protocollo d’intesa, che è stato presentato oggi alla stampa, nel corso della fiera “Macfrut di Cesena, e sottoscritto dall’assessorato Agricoltura e Foreste della Regione siciliana, il consorzio di tutela e promozione dell’“Uva da tavola di Canicattì” e la Coop Italia. Da domani e fino al 15 ottobre prossimo si potrà trovare, in tutta Italia, l’uva di Canicattì nella rete di vendita Coop che comprende circa 1400 tra supermercati e iper al prezzo promozionale di 70 centesimi al chilo. Agli agricoltori coinvolti sarà garantita una remunerazione minima di 50 centesimi al chilo. L’assessore regionale Michele Cimino spiega che “l’intesa stipulata con la grande distribuzione corrisponde a una strategia di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari siciliane. Far incontrare il mondo della produzione e il mondo della commercializzazione significa cominciare ad aprire un dialogo per accorciare la filiera e dare un aiuto concreto a un settore che attraversa un grave momento di forti difficoltà”. “Quello dell’uva – sottolinea Cimino – rappresenta un segmento molto importante per vaste aree della Sicilia, in particolare, per alcuni areali di Caltanissetta, che da più di trent’anni hanno visto progredire il reddito agricolo in funzione dell’espandersi della cultivar “Italia”, ma il consumo nazionale è solo del 30 per cento, il rimanente 70 è destinato all’export”. “I dodicimila ettari di uva da tavola dell’agrigentino – continua l’assessore – nel 2008, hanno prodotto un fatturato di circa 180 milioni di euro. Un mercato però reso sempre più difficile da uve più competitive, provenienti dai Paesi del bacino del Mediterraneo, che possono contare su costi di produzione molto bassi e su condizioni pedoclimatiche ottimali. Uno scenario, insomma, che impone ai produttori la necessità di concentrare l’offerta, associarsi e allacciare solidi legami con la grande distribuzione, offrendo il valore aggiunto della qualità, ad un prezzo però che gli consenta di un reddito”. L’Igp di Canicattì è un marchio conosciuto e apprezzato in molti mercati, nazionali e internazionali, tra cui Francia, Germania, Svizzera, e da qualche anno anche Russia e Romania. Del consorzio di tutela fanno parte 220 aziende, che operano su circa 950 ettari di superficie, ma si tratta di un numero destinato a crescere già dal prossimo anno di oltre il 30 per cento, considerate le richieste di adesione già arrivate al Consorzio.












