La mafia rialza la testa e ritorna a colpire anche gli imprenditori che hanno denunciato il racket accorato appello di Catanzaro: “reagire e sostenere l’impegno delle istituzioni del territorio e delle imprese”
Palermo, 9 ottobre 2009 – Il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, interviene sull’atto intimidatorio nei confronti del gruppo Campione di Agrigento, operante nel settore dell’edilizia e dell’ambiente, che ha “ricevuto” in un proprio stabilimento nella zona industriale una bottiglia incendiaria e alcuni proiettili: “Marco Campione – spiega Catanzaro – , che ha già doverosamente testimoniato e fatto condannare in Tribunale i suoi estorsori, rappresenta nel nostro territorio una delle realtà economiche più significative”.
“L’ennesimo tentativo di intimidazione – aggiunge Catanzaro – ci fa prendere atto del fatto che la mafia ha rialzato la testa ed ha ripreso a commettere omicidi e ad aggredire gli imprenditori, anche quelli che hanno denunciato. Ciò è grave ed inquietante”.
“E’ necessario ed improcrastinabile – dice il vicepresidente degli industriali siciliani – , proprio nel momento in cui le forze dell’ordine in tutta l’Isola stanno ottenendo mirabili risultati nella lotta a Cosa nostra, compiere uno sforzo ulteriore da parte di tutti per portare a valore l’apprezzato impegno delle Istituzioni presenti nel territorio”.
“Sono certo – puntualizza Catanzaro – che Magistratura e Carabinieri sapranno, anche in questo caso, portare a valore sociale la collaborazione tra gli operatori economici e le Istituzioni impegnate a sostenere il progetto di una ‘crescita economica nella normalità’ “.
“Per quanto ci riguarda – afferma il rappresentante di Confindustria Sicilia – la mafia ed i mafiosi devono rassegnarsi, perché ad ogni minaccia corrisponderà una denuncia ed un processo veloce. La collettività tutta deve reagire, perchè di questo passo i mafiosi, oltre a costituire un cancro, alimenteranno nuova disoccupazione e nuove povertà e, parallelamente, ricchezze illecite per chi con la mafia ed i mafiosi realizza ‘affari’ ” .
“Siamo certi – prosegue Catanzaro – che da domani tutti i parlamentari eletti in provincia si raccorderanno per rendere più proficuo l’impegno di Magistrati, Prefetto, Questore e Comandanti di Carabinieri e Guardia di Finanza, che possono e devono essere concretamente sostenuti nell’estirpare alla radice la mala pianta della mafia e di quanti la sostengono”.
“Riconosciamo al Governo – ribadisce Giuseppe Catanzaro – di avere fatto scelte innovative nella lotta alla mafia, ma non possiamo non rilevare che nel territorio gli attentati si reiterano anche a danno di chi ha denunciato, come Marco Campione. Auspichiamo che le ingenti risorse sottratte alla mafia grazie alle innovative scelte del Governo, come hanno dichiarato di recente i ministri Maroni e Alfano, da domani vengano reimpiegate per consentire ai magistrati ed agli investigatori di concretamente operare per debellare una volta per tutte i nefasti e dannosi effetti della presenza della mafia e dei mafiosi”.
“Lo diciamo con chiarezza – avverte Catanzaro – ogni attentato intimidatorio a piccoli e grandi imprese genera un effetto: scoraggia chi vuole investire nel territorio, mentre quelli che già vi operano si devono confrontare con il mercato in crisi e con la mafia ed i mafiosi che a voce alta comunicano ‘ci siamo anche noi’. A queste condizioni non riusciamo ad attrarre investimenti e a creare nuovi occupati e si rischia di far chiudere chi c’è già. E’ proprio per questo che chiediamo al Governo ed al Parlamento di compiere uno sforzo aggiuntivo e di aiutarci ad operare nella normalità, ovvero senza la mafia. Vogliamo produrre correndo un solo rischio: quello del mercato”.
“Non intendiamo rassegnarci – conclude il vicepresidente di Confindustria Sicilia – all’idea che la mafia blocchi il processo di modernizzazione che è in atto in Sicilia e che non può essere arrestato. Non intendiamo rassegnarci ed è proprio per questo che non faremo mancare il nostro doveroso impegno e la vicinanza a sostegno di tutti gli imprenditori che sono attori primari di un positivo processo di modernizzazione”.












