
Per la sua eccellenza nella maglieria e il suo culto di una femminilità sensuale, provocante e diafana, Alessandro Dell’Acqua viene considerato uno degli esponenti di punta della nuova generazione degli stilisti italiani. Tanto che nel 2008 è stato nominato direttore artistico di Malo, prestigioso marchio di knitwear di lusso controllato dal gruppo It-Holding. Nato a Napoli nel 1963, dopo il diploma conseguito all’Accademia di Belle Arti, il designer si è dedicato alla moda collaborando con varie aziende del Gruppo Marzotto per poi approdare come designer nel 1987 nello studio di Pietro Pianforini, uno dei leader italiani della maglieria in cashmere di allora. Parallelamente ha collaborato anche con Maska, Alma e Gilmar. Fino al 1993 ha disegnato la linea Malisy per il gruppo Girombelli di Ancona. Nel 1994 ha lanciato la sua prima etichetta di knitwear, la “AA Milano” e nel 1996 ha esordito sulle passerelle meneghine con il suo marchio di prêt-à-porter femminile a cui nel 1998 si è aggiunta la linea maschile, presentata a Firenze in anteprima a Pitti Uomo. Si delineano già in pieno minimalismo i tratti distintivi del suo stile: voluttuoso, carnale ispirato a donne sexy e mediterranee come Sofia Loren, Silvana Mangano e Monica Vitti, privilegia il nero e il color carne, i tessuti leggeri e i decori preziosi ma misurati con un nitore sartoriale, inseparabile dal DNA creativo di Dell’Acqua. Le conturbanti icone del glamour internazionali come le top Helena Christensen, Maria Carla Boscono e Naomi Campbell, fotografate da artisti dell’obbiettivo come Helmut Newton e Alex Cayley, diventano sue amiche e testimonial. Intorno al 2000 arriva il successo. Alessandro Dell’Acqua non è più solo sinonimo di abbigliamento, ma anche di scarpe, borse, occhiali. Nel 2003 è entrato in società con il Gruppo Redwall e la famiglia Arpels che ne è proprietaria ed è stato direttore creativo di Borbonese, marchio satellite del gruppo, incarico che oggi non ricopre più.
A cura di Virginia Milano
Fonte:style.it


















