martello-tribunaleSi è concluso, presso la sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il processo nei confronti di ì un cittadino marocchino accusato di minacce. Il giudice monocratico Luca D’Addario, nell’aula penale del tribunale di via Livatino, ha letto il dispositivo contenente la sentenza di assoluzione perché il fatto non ussite nei confronti di  Hassan  Rannak  49 anni  originario del Marocco.  I fatti si riferiscono a qualche anno addietro. L’uomo avrebbe minacciato un vice ispettore di polizia in servizio presso il locale commissariato, che secondo il suo punto di vista era  responsabile di avergli  fatto togliere la patria potestà della figlia. Il marocchino avrebbe  minacciato di uccidere il figlio del poliziotto se quest’ultimo non avesse ritrattato quanto riportato nella relazione di servizio che, secondo lui, gli avrebbe fatto  togliere il diritto di  continuare a vivere con la figlia. Per lui scattò subito una denuncia per minacce con l’aggravante di aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale. L’uomo era imputato in altri processi con l’accusa di violenza  e minacce nei confronti dei figli, per questo motivo il giudice aveva disposto l’affidamento della  figlia ad un’altra famiglia.  Di recente l’imputato è stato al centro della cronaca locale  poiché si era incatenato davanti la sede del tribunale di Canicattì chiedendo che gli venissero revocati gli arresti domiciliari concessi dal giudice, in pratica  l’uomo aveva fatto richiesta di tornare in carcere poiché si sarebbe trovato meglio che in casa propria. Il giudice D’Addario, dopo la consueta camera di consiglio, ha accolto le richieste della difesa assolvendo l’imputato perché il fatto non sussiste