La terza Domenica di Avvento che ci apprestiamo a vivere, viene chiamata “Domenica Gaudete” cioè della gioia, del gioire. Le letture che vengono proclamate infatti, fanno chiaro riferimento alla gioia.
Ma in un mondo in crisi di valori, in piena crisi di identità, di che cosa bisogna gioire?
Nel vivere quotidiano, le preoccupazioni e gli affanni, per il lavoro, la salute, per i mille problemi cha la vita ci offre, è veramente difficile trovare motivi per essere gioiosi. Nel frastuono del mondo di oggi, nel correre sempre senza fermarsi mai un momento, lasciamo poco spazio per il discernimento e per godere anche delle piccole “gioie” che la vita ci offre e di cui neanche qualche volta, purtroppo, ci accorgiamo.
Le gioie che la società di oggi ci offre sono effimere e passeggere, e, all’allontanarsi di esse, rimane il vuoto e la solitudine.
Che cosa è, o chi è o chi darà la vera gioia?
La risposta ci viene data dalla parola di questa III domenica di Avvento. Tutti i brani, come dicevo, sono un forte richiamo al gioire: perché cosa? Perché sta arrivando in mezzo a noi il Salvatore. Il profeta Sofonia (I lettura) ci invita ad avere gioia, perché il “Signore tuo Dio in mezzo a te, è un Salvatore potente”. Attenzione però a non commettere l’errore di aspettare chissà quale prodigioso evento; ciò che attendiamo è la venuta di Cristo, che si fa presente nei piccoli avvenimenti della vita di ogni giorno (quelli di cui non ci accorgiamo) come il profeta Elia che non lo riconobbe nei grandi prodigi, ma nel leggero soffio del vento. Il Signore per chi lo accoglie è un Salvatore Potente.
Questo Salvatore potente sta ormai per arrivare (II lettura) la sua venuta è vicina.
Non bisogna commettere l’errore di avere fretta, la pazienza, non è solo la virtù dei forti come spesso diciamo nel nostro comune parlare, ma è la dolcezza di scoprire pian piano ciò che di buono accade, scoprire così la bellezza di un evento di gioia. E così potremo annunciare a tutti (Vangelo) “la buona notizia” della venuta di Gesù. A quanti gli permettono di abitare il cuore, Gesù cambia la loro storia, trasformandola in storia d’amore, di un amore che non finisce e che ci accompagna soprattutto quando crediamo di essere soli, amore che da solo può cambiare la storia dell’uomo. Del resto chi ama di più di chi si è spogliato della sua divinità per vivere in pienezza la nostra umanità?
Viviamo dunque la gioia di essere uomini nuovi in Cristo.
“E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre membra in Cristo Gesù. Fil 4,4-
Vi ricordo infine che, Mercoledì 16 Dicembre inizierà la Novena del Santo Natale, viviamo questo periodo di preparazione al Natale nelle varie comunità parrocchiali. Nella Parrocchia di San Domenico oltre all’orario ordinario delle ore 18.00, vi sarà la possibilità per chi lavora di partecipare alla novena anche alle ore 21.00.
Ha collaborato Tino Di Naro

















