Proseguono a Canicattì le riprese del film di Rocco Mortelliti «La scomparsa di Patò». Rapito dalla mafia? Fuggito con l’amante? Inghiottito da un’anomalia spaziotemporale? Fuggitivo per scelta e per caso, come il Mattia Pascal di Pirandello? Nel 1890, come racconta Leonardo Sciascia in “A ciascuno il suo”, il ragioniere Antonio Patò, che interpretava Giuda in una sacra rappresentazione, sparì in una botola sotto al palcoscenico (simboleggiante la caduta del traditore all’inferno) per non emergerne mai più.
I suoi abiti e il costume non erano più in camerino e da quella notte non se ne seppe più nulla: tanto che in Sicilia Patò è diventato una figura proverbiale, lo “scomparso” per eccellenza. Andrea Camilleri, nel 2000, da questo spunto ha tratto il romanzo “La scomparsa di Patò” che diventa un film. Primo ciak, lunedì mattina con Nino Frassica e Maurizio Casagrande in un palazzo dell’Ottocento a Canicattì. In città sono arrivati scenografi e tecnici per allestire le scene. La produzione ha sistemato le attrezzature nella zona di San Domenico dove si trova il palazzo La Lomia, oggi palazzo Giardina.
Tre le location scelte dallo staff: due palazzi dell’800, nel centro storico di Canicattì, e un palazzo comunale che non ospita più uffici. Le riprese dovrebbero concludersi tra giovedì e venerdì ma in seguito la troupe si recherà nuovamente in città per altre riprese. Nel cast: Neri Marcorè, nel ruolo del protagonista Patò, Nino Frassica, Maurizio Casagrande, Alessandra Mortelliti, Gilberto Idonea, Flavio Bucci, Simona Marchini, Danilo Formaggia e Roberto Herlitzka.
La regia è di Rocco Mortelliti, genero di Camilleri, che con Maurizio Nichetti e lo scrittore ha lavorato alla sceneggiatura del film. Le scene sono firmate da Biagio Fersini e la fotografia da Tommaso Borgstrom. Il film, prodotto da “13 Dicembre” con il contributo dell’assessorato regionale ai Beni Culturali, sarà girato tutto in provincia di Agrigento con set anche a Naro, Porto Empedocle e nel capoluogo. È la prima produzione non televisiva di un lavoro del giallista ma, soprattutto, la prima ad allontanarsi dal successo assicurato dalla figura del commissario Montalbano












