Ancora abitazioni in degrado, ancora edifici di competenza comunale con problemi di ordine strutturale. Servono interventi urgenti, occorre avviare le necessarie opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Nello specifico, gli interventi riguardano le abitazioni di via La Loggia, alla periferia della città. Finora sono stati eseguiti interventi tampone avviati qua e là, quasi a tappare una o due falle. Serve di più.
La gente che abita in questa zona, reclama gli interventi dovuti, non più prorogabili. Difficile dar loro torto. In effetti, i problemi sono tanti e tutti abbastanza datati. Vediamo di che si tratta. Ecco alcune delle emergenze che riguardano gli alloggi popolari.
Le abitazioni di via La Loggia, da tempo versano in condizioni di fatiscenza. I fabbricati necessitano di interventi di ristrutturazione e ammodernamento. Gli inquilini rivendicano, tra le altre cose, il rifacimento dei tetti, la sistemazione dei pavimenti, la tinteggiatura delle stanze, la sostituzione degli infissi e soprattutto che vengano rifatti gli impianti elettrici in quanto quelli di cui gli alloggi sono attualmente dotati, sono pericolosi poiché privi delle norme Cee.
I problemi non finiscono all’interno delle abitazioni, la gente lamenta gravi disagi anche in strada. In certi punti sembra di essere in aperta campagna con erbacce e cassonetti dell’immondizia stracolmi.
Ad interessarsi del caso, i consiglieri Giuseppe Cacciato, Luigi Cilia e Carmelo Vaccaro che hanno inviato un ultimatum all’Istituto autonomo case popolari Agrigento.
Ieri pomeriggio, anche noi ci siamo recati negli uffici agrigentini dello Iacp per chiedere chiarimenti circa le numerose abitazioni popolari della città. In particolare, abbiamo chiesto qual’ è la situazione riguardo all’iter di assegnazione e quali provvedimenti saranno adottati per chi occupa abusivamente un alloggio popolare.
Con molta chiarezza, un impiegato dell’ufficio Patrimonio, ci ha spiegato che le case popolari sono di proprietà della regione Sicilia e lo Iacp è solo l’Ente gestore che da ai Sindaci ampia autonomia riguardo la possibilità di intervenire al fine di migliorare gli alloggi e di mettere in atto eventuali opere di requisizione e assegnazione degli alloggi a famiglie che si trovano in stato di necessità.
Dunque la prima mossa per impedire azioni di inciviltà, come ad esempio l’occupazione abusiva, deve essere fatta in primis dal Sindaco che, venuto a conoscenza del reato, ha l’obbligo di requisire la casa e di informare la Procura della Repubblica della violazione legislativa. A Canicattì, i casi di occupazione abusiva sono quasi 50 e finora tutti impuniti. E’ compito del Sindaco, in sinergia con lo Iacp, individuare gli aventi diritto impedendo azioni di forza e d’inciviltà.
Bisogna intervenire con azioni forti al fine di scoraggiare nuovi casi. E’ ora di iniziare una seria azione di contrasto agli inquilini abusivi e morosi al fine di porre l’accento sull’opera di ripristino della legalità. Senza dubbio non è un’azione indolore, direi, anzi, che è traumatica per quelle tante famiglie che davero versano in stato di necesstà. Così non è per molte famiglie che, pur di abbreviare i tempi e l’iter di assegnazione legittimo, preferiscono occupare abusivamente un alloggio che non gli spetta. Come nel caso verificatosi poche settimane addietro in largo Goriza N°2, dove un nucleo familiare ha sfondato una finestar di un abitazione per occuparla abusivamente.
L’occupazione abusiva d’un alloggio priva d’un diritto il nucleo familiare a cui lo stesso compete: il diritto alla casa! Non ci si rende conto, che tale occupazione, oltre che costituire un reato, se non sanzionata ingenera l’erroneo convincimento d’essere non punibili o, comunque, benevolmente tollerati o protetti. Per questo motivo chi amministra la città ha il dovere di intervenire in tal senso.
Le graduatorie sono lo strumento indispensabile per l’assegnazione d’un alloggio e sono un obbligo previsto dalla legge. Occorerebbe un tavolo di lavoro, tra l’amministrazione e le forze dell’ordine, per il perseguimento degli obiettivi di rispetto della legalità.











