Sentenza ribaltata in appello al processo sull’omicidio del piccolo Francesco Ferreri di Barrafranca. I giudici di secondo grado hanno demolito tutto il castello accusatorio, costruito pezzo su pezzo dalle indagini fino al processo di primo grado, assolvendo tutti gli imputati accusati a vario titolo del delitto a sfondo pedofilo consumato alla fine del 2005. Già, in sede di indagini preliminari, la Corte di Cassazione aveva percepito dei buchi neri nell’inchiesta annullando le ordinanze di custodia cautelare emesse cinque mesi dopo il fatto di sangue. La Suprema Corte aveva disposto contestualmente la restituzione della documentazione al Tribunale del Riesame di Caltanissetta. Ieri il vero colpo di scena dopo la sentenza che lo scorso mese di luglio aveva condannato all’ergastolo il presunto autore dell’omicidio Giuseppe Faraci, a 12 anni di reclusione a testa Calogero Mancuso e Salvatore Randazzo, e a dieci anni di carcere Antonio Lo Bue. Per i giudici d’appello, i quattro imputati sono innocenti; è venuto a mancare infatti il movente dell’assassinio, ed è caduta l’ipotesi di una violenza sessuale subita dalla vittima. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma delle condanne di primo grado. La sentenza è stata letta nel silenzio assoluto, seguita dalle lacrime degli imputati che da sempre si sono proclamati innocenti e che attendono adesso di tornare in libertà dopo due anni di custodia cautelare. Una assoluzione che comunque era nell’aria, considerato che già la sentenza emessa in primo grado gettava pesanti ombre sull’impianto accusatorio e sulla ricostruzione dei fatti e che non spiegava il movente per il quale l’unico considerato colpevole del brutale delitto avrebbe ucciso il ragazzo, dal momento che era interamente caduta l’ipotesi che il ragazzino avesse subito violenza sessuale. L’autopsia e le perizie scientifiche avevano escluso qualunque abuso a sfondo sessuale sul piccolo, assassinato con 17 colpi di chiave inglese alla testa. L’assassino di Francesco per la Corte d’appello, dunque, deve essere ancora individuato. Secondo le accuse, in gran parte cadute nel processo di primo grado, i quattro avrebbero attirato Francesco nella stalla di Mancuso per violentarlo e fotografare gli abusi, quindi lo avrebbero assassinato per impedirgli di raccontare l’episodio ai familiari. Secondo i giudici di primo grado però solo Faraci uccise Francesco, mentre gli altri sarebbero estranei sia agli abusi sul ragazzo che all’omicidio. Gli imputati sono stati assolti anche dall’accusa di violenze su un altro ragazzino, divenuto teste chiave dell’accusa e ritenuto non credibile dalla Corte d’assise, che ha però ritenuto credibile il teste solo quando parla di altri bambini non identificati, che sarebbero stati abusati dagli imputati.












