E’ stato definito un’abile mossa politica, che ha messo da parte quella necessaria impostazione tecnica che avrebbe consentito una reale ripresa del settore edile, il Piano Casa dall’Ance Sicilia e dagli ordini professionali siciliani, riuniti a Palermo dall’Associazione Liberi professionisti Architetti e ingegneri. I professionisti siciliani auspicano che la norma possa recuperare gli opportuni correttivi che avevano suggerito alla Commissione legislativa dell’Ars e che sono rimasti lettera morta.
L’attuazione del Piano Casa sarebbe poi tutta da verificare. In particolare, gli abbattimenti e le ricostruzioni, ma anche le riqualificazioni di vecchi edifici, sono assai limitati dai vincoli posti dalla norma, come l’impossibilità di modificare la destinazione d’uso, di delocalizzare in siti più idonei e compatibili con l’ambiente, oltre ai tanti limiti posti dai piani sovracomunali e paesaggistici. Secondo le associazioni e i vari Ordini professionali:
“Per applicare il Piano casa manca la definizione dei criteri di bioedilizia e di risparmio energetico per le progettazioni. E’ stato osservato da più parti che il testo deve chiarire se per le autorizzazioni va applicata la normativa regionale in materia urbanistica che è ferma alla legge 71 del 1978, oppure la legge nazionale del 2001 che prevede la Dichiarazione d’inizio attività al posto della concessione. Inoltre, bisogna attendere la fine di luglio, termine entro il quale i singoli Consigli comunali dovranno approvare l’individuazione e la perimetrazione delle aree di intervento.












