Intercettazioni: Li Gotti volgare, imbroglione ed in malafede. Delle due l’una: o Li Gotti è analfabeta, o il testo del ddl intercettazioni proprio non l’ha letto-. Li Gotti, anziché perdere tempo in vergognose volgari e false affermazioni avrebbe fatto meglio a svolgere il proprio ruolo di parlamentare ed a studiare il testo di una norma che evidentemente sconosce o, peggio, fa finta di sconoscere. La lotta al crimine è il primo obbiettivo di Alfano e del Governo Berlusconi che, a differenza di altri, ha concretizzato le norme più dure mai varate in Italia contro le organizzazioni mafiose. La lotta al crimine è cambiata con le nuove norme che mirano ai patrimoni economici dei mafiosi, norme che avrebbe voluto il Giudice Falcone, attraverso la lotta alle ecomafie, attraverso il codice unico delle leggi antimafia, attraverso l’inasprimento del regime del 41 bis, attraverso la costituzione dell’agenzia dei beni confiscati. Il più grande lavoro normativo mai realizzato dallo Stato contro le mafie. Il DDL intercettazioni invece lascia completamente invariate le normative esistenti riguardo alle indagini contro le mafie, le ecomafie ed il terrorismo. Oltre a fare una pessima figura sul piano della forma e della sostanza, Li Gotti dimostra pure un penoso tempismo strumentalizzando le presunte dichiarazioni del sottosegretario USA, peraltro dopo che lo stesso le aveva smentite. Ma evidentemente Li Gotti, quando il sottosegretario faceva le proprie precisazioni, era in ben altre faccende affaccendato. Insomma, un parlamentare che merita zero nello studio e zero in condotta. Roma 21 maggio 2010 On. Vincenzo Fontana












