La Sicilia si dota di un nuovo strumento per la prevenzione del rischio sismico: gli studi di primo livello di microzonazione sismica del versante orientale dell’Etna.

Si tratta di indagini tecniche e geologiche tra le prime in Italia in grado di individuare graficamente le fratturazioni al suolo e le relative faglie sismiche: vere e proprie mappe che rappresentano un importante passo avanti nel campo della prevenzione dei rischi legati alla pericolosita’ sismica.


Gli studi, avviati dopo il terremoto del 2002, saranno illustrati lunedi’ 28 giugno a partire dalle ore 9 nell’Aula Magna della facolta’ di Ingegneria di Catania (viale Andrea Doria n. 6) alla presenza del dirigente generale della protezione civile siciliana, Pietro Lo Monaco.

I risultati saranno presentati alla comunita’ scientifica, ai rappresentanti dei comuni coinvolti e agli operatori del settore, dai tecnici della protezione civile regionale e dagli esperti dell’Ingv (sez. Catania) e dell’Universita’ di Catania che hanno contribuito alla redazione del monitoraggio.