L’Istituto nazionale di statistica ha monitorato la spesa per consumi delle famiglie italiane, sulla base delle informazioni desumibili dall’indagine sui consumi, condotta nel corso di tutto il 2009 su un campione di circa 23 mila famiglie. Fanalino di coda, ancora una volta, la Sicilia con una spesa media mensile di 1.721 euro, oltre mille euro inferiore a quella delle regioni con la spesa più elevata. In tutte le regioni del Mezzogiorno, alla spesa alimentare viene destinato oltre un quinto della spesa totale, mentre nelle regioni del Nord, la quota è inferiore a quella media nazionale. La percentuale maggiore di spesa, il 26,2 % i siciliani la riservano all’abitazione, seguita da alimentari e bevande al 24,4 %, e dai trasporti che registrano un’uscita del 13%. Non superano i decimali le altre voci. Le briciole vengono destinate all’istruzione: in Sicilia, la scuola impegna solo lo 0,9% del budget familiare. Poco si spende anche per tabacchi: 1,5% della spesa. La percentuale però non deve ingannare poiché per il vizio del fumo, in Sicilia si è più spendaccioni rispetto alle altre regioni. Si fuma molto anche nelle altre regioni del Mezzogiorno, laddove, ad esempio, Friuli, Veneto e Trentino spendono meno della metà che nell’isola. Per le comunicazioni i siciliani mettono a disposizione il 2,2% della spesa, al tempo libero e alla cultura destinano il 3%, 3,6% per sanità, 4,5% per arredamenti, 5,4% per combustibili ed energia, 7,4% per abbigliamento e calzature. Rispetto al 2008, in Italia diminuisce la spesa media mensile per pane e cereali, per oli e grassi, per patate frutta e ortaggi, per zucchero, caffè e altro; in diminuzione risulta anche la spesa per bevande. La contrazione osservata a livello nazionale è essenzialmente dovuta alla diminuzione registrata nel Mezzogiorno, dove dai 482 euro del 2008 si scende ai 463 del 2009.












