E’ quanto ha stabilito di recente il TAR del LAZIO accogliendo la domanda di risarcimento del danno proposta dalla S.E.A.P. S.r.l., rappresentata e difesa dall’Avv. Francesco Buscaglia, a seguito della revoca dell’aggiudicazione dell’appalto di rimozione e smaltimento dei relitti utilizzati dai clandestini che approdano sull’Isola di Lampedusa.

Formalmente aggiudicato alla S.E.A.P. S.r.l nel luglio del 2007 dietro regolare e legittima gara ad evidenza pubblica, l’appalto in questione veniva poi revocato dal Capo della Protezione civile Guido Bertolaso in forza di apposito provvedimento già in precedenza ritenuto illegittimo ed annullato dal TAR del LAZIO con apposita sentenza.


L’annullamento dell’aggiudicazione in favore della SEAP Srl  ha,  di fatto, causato la contaminazione dell’area di stoccaggio dove sono ricoverate le ben oltre 400 imbarcazioni in attesa di essere bonificate e smaltite in impianti autorizzati fuori dall’isola di Lampedusa.             Fino al mese di luglio del 2007, il servizio veniva regolarmente disimpegnato dalla SEAP Srl in forza di gara pubblica aggiudicata nell’aprile del 2005.

La situazione di stallo venutasi a creare successivamente presso la predetta area,  peraltro non autorizzata, ha causato dal 2007 ad oggi,  ingenti danni di tipo ambientale attraverso lo sversamento degli olii minerali e degli  acidi contenuti negli accumulatori al piombo.

Oggi, con la sentenza recentemente pubblicata, il TAR del Lazio, accogliendo le tesi difensive dell’Avv. Buscaglia, ha riconosciuto alla S.E.A.P. S.r.l. il diritto ad essere risarcita dei danni derivanti dalla revoca come sopra illegittimamente patita, contestando alla Protezione civile un “atteggiamento negligente”  fonte di “danno ingiusto”.

Con la sentenza adottata il TAR del Lazio ribadisce pertanto il principio per cui anche nell’ambito dei contratti pubblici le parti debbono comportarsi secondo lealtà e buona fede, gravando anche sulla P.A. l’obbligo di cui all’art. 1337 del Codice Civile.

Soddisfatto l’Amministratore della S.E.A.P. S.r.l. Sergio Vella che ha così commentato: la sentenza del TAR del Lazio ripaga me ed i miei collaboratori per gli sforzi quotidiani profusi nella crescita dimensionale dell’azienda che ho l’onore di rappresentare”.

Prosegue inoltre l’Amministratore Delegato auspicando “… che la sentenza del TAR del Lazio possa fare da monito e costituire un esempio a beneficio dell’imprenditoria agrigentina sempre più vessata nei rapporti con la P.A. da condotte negligenti e ingiustamente dannose, cosi come le ha definite il TAR del Lazio, e da pesantissimi ritardi nei pagamenti dei corrispettivi divenuti oramai intollerabili”.