La Procura della Repubblica di Roma ha dato stamattina, incarico ad un consulente esterno, di analizzare la documentazione e i materiali rinvenuti nel covo del presunto boss di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone, a Marsiglia.
Si tratta, da indiscrezioni, di un professionista esperto romano, specializzato in analisi dei software e delle applicazioni informatiche. Al vaglio del consulente ci sono, tra le altre cose, i due computer e i sette telefoni cellulari, utilizzati da Falsone nel corso della latitanza in terra di Francia. I
risultati degli accertamenti saranno consegnati agli investigatori entro trenta giorni a partire da ieri. Si tratterà di giornate importanti, che potrebbero fare piena luce sulla rete di fiancheggiatori, che ha coperto ed aiutato la latitanza del boss di Campobello di Licata.
Tra i file si cercherà anche la rubrica con i presunti mafiosi, con i contatti telefonici dei suoi collaboratori, fiancheggiatori e prestanome del boss campobellese.












