Canicattì, nota per essere una tra le città più ricche della provincia di Agrigento, vive oggi un momento di profonda crisi. Nonostante ciò, la nascita di nuove aziende non sembra arrestarsi. Le attività predilette, nate soprattutto nelle vie cittadine dove c’è un maggior afflusso di traffico sia pedonale che veicolare, sono quelle legate all’abbigliamento. Questo fenomeno, secondo molti commercianti, sembra essere stato favorito soprattutto dall’assenza di un adeguato piano commerciale.
“ Le lamentele sono ingiustificate – commenta il sindaco, Vincenzo Corbo – con il decreto legislativo del 97, che prevede la liberalizzazione degli esercizi commerciali, il comune non ha più l’obbligo di varare un piano commerciale. Quello esistente risale al 96 ed è scaduto nel 2000, ma da quella data la legge prevede una regolamentazione diversa. Secondo il decreto legge del 97, i cosiddetti esercizi di vicinato, possono essere aperti tenendo in considerazione una distanza minima di 150 metri. Chi è in possesso di una licenza commerciale può aprire lo stesso negozio in un altro posto ma sempre all’interno della stessa zona, prevista dal piano regolatore.
C’è da sottolineare anche che, da tempo, non esistono più le vecchie licenze commerciali, per aprire un’attività basta una comunicazione da far pervenire agli uffici competenti che, accertati tutti i requisiti, rilasciano le relative autorizzazioni”. Le lamentele maggiori riguardano la nascita di esercizi commerciali come i Bar che in alcune zone sono sorti uno di fianco all’altro. “Per questo tipo di attività la legge non prevede alcuna distanza – conclude il primo cittadino – molti esercizi sono nati per sub ingresso e quindi si tratta di attività già esistenti in passato. Attualmente per questo tipo di attività non abbiamo rilasciato nessun tipo di autorizzazione”.
Il sindaco Corbo, si è mostrato sensibile ai problemi della gente facendo in modo che tutti i dubbi dei canicattinesi vengano chiariti attraverso vari mezzi, tra cui la stampa. Intanto a Canicattì, sono decine i negozi nati negli ultimi mesi. Molti di questi gestiti da giovani che grazie a prestiti agevolati hanno iniziato una nuova esperienza imprenditoriale.















