Vi proponiamo di valutare la possibilità di intraprendere anche un’altra via per rendere socialmente ed economicamente utile la confisca di un bene sottratto ai gruppi mafiosi di questa provincia.

L’idea è quella di rendere capitalizzabile il bene-terreno (i lotti che non sono utilizzabili per uso agricolo) anche nella forma diretta in cui il Comune impianti e produca con il sistema del fotovoltaico una centrale elettrica capace di produrre una “ecologica” entrata aggiuntiva al suo bilancio da indirizzare alle politiche sociali della propria comunità.


Un’ipotesi di questo genere realizza economia reale nonché economia di tempo e certezza nella impermealizzazione delle dinamiche burocratiche da possibili interferenze mafiose tendenti a recuperare quanto illegalmente e criminalmente posseduto e dallo Stato sottratto.

Sono tanti i terreni confiscati in provincia di Agrigento e dai Comuni mantenuti alla loro scelta di destinazione: per questo proponiamo un altro veicolo che darebbe concretezza visiva, vantaggio finanziario e solidarietà alle fasce deboli, del disagio sociale che resta insoddisfatto per i ridotti bilanci comunali, per la farraginosità della 328 e per le più generali condizioni di crisi degli EE.LL.

La realizzazione dei campi , con imprese specializzate, con procedure di evidenza pubblica è l’unica fase esterna al comune, mentre la gestione dell’impianto e la sua ordinaria manutenzione può essere fatta a cura del personale comunale opportunamente formato.

L’impiego di terreni confiscati presuppone un’utilità sociale che, nel caso in specie, si sostanzia con una destinazione vincolata delle risorse derivanti dalla produzione di fotovoltaico per precise finalità:

• Copertura delle spese sociali cui i Comuni sono sottoposti e per le quali non ci sono più trasferimenti né statali né regionali;

• Costruzioni di alloggi ad affitto calmierato per le fasce più deboli della popolazione;

• Interventi di riqualificazione urbana e di miglioramento della qualità della vita nei quartieri ad alto tasso di degrado.

Siamo certi non sfuggirà alle SS.LL. come una tale ipotesi possa garantire quella risposta che la legge Rognoni-La Torre pretendeva di dare alla mafia ed alle comunità locali.

Sulla proposta siamo nelle condizioni di offrire una maggiore specificazione operativa ed esecutiva di tale campo di azione ove lo ritenessero utile a questo fine

On. Mariagrazia Brandara