Lungo colloquio tra il segretario Lupo e Giuseppe Arnone, consigliere comunale del pd. L’incontro e’ durato oltre un’ora ed ha avuto per oggetto, ovviamente, anche la situazione del PD agrigentino e la candidatura unica di Emilio Messana. Per Arnone il colloquio è stato estremamente proficuo. Dopo l’incontro ha dichiarato: “Preliminarmente, mi appare doveroso confermare la massima stima e fiducia che nutro nei confronti di Peppino Lupo e le grandi qualità umane e politiche che mi fanno essere orgoglioso di averlo sostenuto e di poter continuare a coltivare un ottimo rapporto personale e politico con lui. Lupo è una grande risorsa di questo Partito”. Arnone ha anche aggiunto “Sotto un profilo politico, Lupo ha osservato che la vicenda delle condanne di Palermo e Gambino è un dato oggettivo che certamente non favorisce l’immagine del Partito in provincia e che, oggettivamente, anche rispetto a questa vicenda delle condanne, sarebbe stato e sarebbe opportuno compiere scelte unitarie tali da lasciare alle spalle questi fatti”. Quindi ha riferito: “Per quanto riguarda la mancata apertura del tesseramento 2010, Lupo si è ripromesso di approfondire la vicenda”. Quindi il segretario regionale “ha chiesto di avere illustrati i profili del tesseramento 2009, oggetto di contestazione ed ha pure preso atto delle formali critiche mosse dalla stessa Commissione regionale di Garanzia”. Lupo secondo quanto riferito da Arnone ha detto che Messana è l’unico candidato che ha presentato la candidatura nei termini e non è prevista, dallo Statuto, alcuna possibilità di intervento del segretario regionale o nazionale per far venir meno quella candidatura, farne presentare altre, o per rinviare il Congresso. Arnone ha ulteriormente dichiarato: “anche se l’atteggiamento di Lupo potrebbe apparire eccessivamente notarile, apprezzo pienamente la sua linearità e correttezza, che per me costituisce un ulteriore sprone per la mia grande iniziativa, finalizzata a ripulire questo Partito dalle troppe ombre e incrostazioni. E da quelle che il segretario Bersani ha definito degenerazioni microfeudali. La battaglia, quindi, continua” ha concluso.

















