Illustre onorevole,

abbiamo pensato di indirizzarle questa lettera aperta alla vigilia della sua visita ad Agrigento, nel momento in cui si appresta a rilanciare il suo partito in un territorio che ha fatto registrare abbandoni di personalità politiche molto note e con largo seguito.


Forse in questa nostra iniziativa ha pesato il fatto che, nei giorni scorsi, ci siamo ritrovati insieme a Reggio Calabria ai lavori della 46a Settimana Sociale dei cattolici italiani, presenti oltre il suo anche altri schieramenti politici, dove lei ha avuto modo di ribadire che «è giusto chiedere ai cattolici sui valori non negoziabili l’unità politica» e che «i nostri tatticismi, le nostre convenienze politiche, le nostre strategie a volte si scontrano con la necessità di difendere coerentemente i valori che il cardinale Bagnasco definisce non negoziabili».

Dichiarazioni impegnative che debbono trovare eco e mediazione concreta in una regione dove persistono fenomeni che appesantiscono oltremodo la vita sociale del territorio, aggravandone le condizioni di sottosviluppo ed arretratezza, in un contesto di grave illegalità.

Affermazioni di princìpi da cui partire per affrontare le complessità della situazione e segnalare alcuni punti di partenza per comprendere dove sono più a rischio la vita, la famiglia, la dignità della persona, la legalità, la giustizia, il lavoro, la scuola, la sanità, la conoscenza e la creatività.

La ricerca punta in alcune direzioni precise e ricorrenti: la questione del lavoro e dell’impresa, l’emergenza educativa, lo sviluppo nella legalità, la ricerca delle vie dell’integrazione; il dovere di dare ai giovani opportunità di mobilità sociale; l’aggiornamento delle istituzioni politiche.

In questa direzione, l’invito al discernimento è stato raccolto in una misura che nessuno aveva immaginato. Chiese particolari, associazioni, movimenti, fondazioni, università, istituzioni non solo si sono messe in gioco ma spesso hanno addirittura rilanciato prendendo a lavorare non solo a un’agenda nazionale ma anche a un’agenda locale.

Di questo c’è bisogno nella nostra difficile realtà e su questo si misura l’impegno dei politici che si dichiarano disponibili a dare una mano allo sviluppo del territorio.

Per questo, mentre Lei si trova impegnato a ricostituire il partito in Sicilia e nella nostra provincia, sia pure nella consapevolezza del ruolo d’opposizione che viene portato avanti dall’Udc rispetto al Governo centrale, vorremmo richiamare la Sua attenzione e sondare la sua disponibilità, anche alla luce della sfida che ha voluto accettare facendo assumere ai suoi uomini responsabilità dirette nella giunta regionale.

Non compete a noi esprimere valutazioni di ordine politico rispetto alle decisioni assunte.

Piuttosto intendiamo osservare con attenzione quale servizio questo esecutivo tecnico possa offrire alle popolazioni governate, a cominciare da quelle zone a forte ritardo di sviluppo dove più pesanti sono le conseguenze di una crisi economica che interessa tutto il paese ed il continente europeo. A tal proposito pensa che l’esperienza siciliana possa avere prospettive politiche di più ampio respiro in Sicilia e fuori?

Al suo progetto politico che si sviluppa sotto l’impegnativo titolo di Partito della Nazione, hanno aderito giovani amministratori della nostra provincia che nell’azione amministrativa incontrano non poche difficoltà e che devono fare i conti con la limitatezza delle risorse, con la rigidità del patto di stabilità, con la mancanza di infrastrutture che consentano di sfruttare adeguatamente le potenzialità turistiche del territorio, con una scarsa attenzione della politica nazionale e regionale verso i vecchi e nuovi bisogni degli agrigentini. Quali punti di natura politica, data anche l’esperienza amministrativa, nel passato come nel presente, di uomini del suo partito, vuole privilegiare per lo sviluppo complessivo della nostra provincia?

Sugli amministratori pubblici grava, oggi, un di più di responsabilità, un di più di coerenza, un di più di testimonianza nei comportamenti e nello stile complessivo con cui agiscono. La gente, dai suoi amministratori, si aspetta molto. Desidera poter guardare loro con rispetto. Ha bisogno di testimonianze forti di correttezza, onestà, schiettezza, di pulizia morale. Se lo aspetta dagli eletti di qualsivoglia lista e di qualunque matrice culturale e politica.

Nello stesso tempo, la gente, si aspetta che dai leaders politici, nell’ambito delle loro superiori responsabilità, venga un sostegno alle cause giuste e a realizzare condizioni di equità sociale e di maggiore attenzione verso chi si trova indietro. È questa, un’attesa che non va delusa!

Cordialmente.