Si è concluso, nell’aula penale del nuovo tribunale di Canicattì, il processo nei confronti di un uomo imputato di mancato mantenimento familiare. Presso la sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il giudice monocratico Luca D’Addario ha condannato V.M. alla pena di venti giorni di reclusione più cento euro di ammenda. L’accusa era di mancata prestazione dei mezzi di sussistenza familiare alla moglie e ai due figli minori. I fatti si riferiscono ad alcuni anni addietro. A seguito della separazione dalla moglie, l’imputato si sarebbe rifiutato di versare i mezzi di sussistenza alla consorte ed ai due figli minori.

In sede di separazione giudiziale, una precedente sentenza aveva stabilito che l’uomo fornisse il sostentamento alla moglie e ai due figli minori nati nel corso del matrimonio con la stessa. L’uomo però, per un lungo periodo di tempo, si sarebbe disinteressato delle esigenze dei figli e della consorte omettendo di versare i contributi necessari al mantenimento della famiglia.


La donna, si rivolse alle forze dell’ordine esternando i fatti che facevano emergere una condotta scorretta del marito. L’uomo, era accusato di aver tenuto una condotta contraria alla morale della famiglia sottraendosi agli obblighi inerenti alla potestà genitoriale e alla qualità di coniuge.

Il P.M., nelle sue conclusioni aveva avanzato una richiesta di condanna. Il giudice D’Addario, dopo la consueta camera di consiglio, ha emesso la sentenza di condanna a venti giorni di reclusione più cento euro di ammenda. La difesa, rappresentata dall’avvocato Alberto Presti del foro di Agrigento, non appena si conosceranno le motivazioni della sentenza, potrebbe decidere di ricorrere in appello.