Pesche e nettarine. Riconoscimento della qualità, associazionismo e controlli per competere nel mercato. E’ quello che è stato detto al seminario di giovedì a Delia.
<<Il riconoscimento Igp delle nostre pesche e nettarine, e l’adozione di un marchio collettivo, sono strumenti in grado di valorizzare le nostre produzioni e rappresentano il primo passo verso la differenziazione qualitativa per creare, a favore dei produttori, quel valore aggiunto che si forma nella filiera>>.
L’ha detto il vice sindaco di Delia, Niccolò Milano nel suo intervento al seminario “Valorizzazione qualitativa delle pesche e delle nettarine della Sicilia centro-meridionale”, che si è svolto giovedì a Delia. ll seminario, al quale hanno dato il loro patrocinio l’assessorato regionale delle Risorse Agricole e Alimentari (Regione Siciliana), la provincia regionale di Caltanissetta e la Camera di Commercio di Caltanissetta, è stato promosso dal comitato promotore per il riconoscimento della denominazione IGP delle pesche e delle nettarine coltivate nei territori dei comuni di Caltanissetta, Delia, Sommatino, Riesi, Mazzarino, Butera e Canicattì, in collaborazione con la Cia (Confederazione italiana agricoltori), dalla Coldiretti di Caltanissetta e dall’Unione agricoltori della provinxcia di Caltanissetta e di Agrigento; l’Università degli Studi di Palermo e l’Università degli Studi di Catania.
<<Di fronte alla concorrenza agguerrita di molti paesi esportatori di prodotti agricoli, dovuta al processo di globalizzazione – ha anche detto Niccolò Milano – poco o nulla puo’ fare la singola impresa, che deve invece inserirsi nell’ambito di un processo aggregativo per trarne così un vantaggio competitivo. E per essere competitivi oggi è necessario oltre alla differenziazione qualitativa dei nostri prodotti, l’associazionismo produttivo. Solo l’associazionismo può fare acquisire alle nostre imprese agricole un potere economico in grado di competere con i principali attori del mercato, oggi rappresentati, per lo più, dalle imprese della grande distribuzione organizzata. Siamo convinti di questo e il lavoro intrapreso da tempo dall’assessore all’Agricoltura,Tommaso Mancuso, vuole raggiungere proprio questi obiettivi>>.
A confermare da un punto di vista scientifico la qualità delle pesche del comprensorio ci stanno pensando le Università di Palermo e di Catania, come hanno ricordato i professori Tiziano Caruso e Alessandra Gentile, che nei loro interventi hanno parlato degli accertamenti quali-quantitativi fatti su vari campioni (ricerche biomolecolari, biometriche, chimiche e salutistiche).
Anche il presidente della Provincia regionale di Caltanissetta, on.le Pino Federico, che ha partecipato all’incontro e che ha concluso il dibattito – ha sottolineato con forza la necessità di imboccare la strada dell’associazionismo. <<Gli agricoltori da soli non sono competitivi – ha detto. Per essere competitivi bisogna mettere insieme i diversi territori e i produttori. Bisogna diminuire i costi: già siamo fuori dal mercato. E’ urgente cambiare la forma mentis. E un obiettivo che si può raggiungere. Ci vuole però un’azione sinergica e corale. Ci troviamo di fronte ad un problema complesso che è anche culturale. Ognuno deve fare la sua parte: la politica, le associazioni professionali di categoria, gli agricoltori. L’Igp è importante, ma lo sono anche la rete idrica per gli usi irrigui, il sistema di controllo, quello ortofrutticolo, la qualità. >>.
<<Da parte sua il dirigente generale del Dipartimento Interventi Infrastrutturali per l’Agricoltura della Regione Siciliana, Salvatore Barbagallo, ha evidenziato la necessità di fare aggregazione, perchè la continuità e la quantità produttiva attuali sono insufficienti ed ostacolano la commercializzazione. Il marchio unifica. Tuttavia sono necessari i controlli che possiamo attivare e incentivare soprattutto sui prodotti importati. Obiettivo primario è certamente la salute dei consumatori, ma allo stesso tempo l’obiettivo è la difesa e la tutela della qualità dei nostri prodotti>>.
All’incontro sono intervenuti tra gli altri: Salvatore Paterna, assessore all’Agricoltura del comune di Riesi; Vincenzo D’Asaro, sindaco di Mazzarino; Giacomo Luigi Buzzi, responsabile Soat di Riesi.
Le nostre pesche – ha detto il responsabile dell’ufficio Agricoltura del comune di Delia, Stanislao Genova – si devono ormai confrontare con troppi concorrenti, italiani e di altri stati dell’Unione e del bacino del Mediterraneo. Il nostro territorio ha sicuramente dei punti di forza ma anche dei punti di debolezza e la sfida sarà spietata. Solo una concentrazione dell’offerta e un marchio associato possono riequilibrare i rapporti tra agricoltura e CDO, gli attori principali del mercato. E’ questo il punto. Anche perchè nel 2013 scade il termine ultimo per gli aiuti comunitari. Non c’è molto tempo quindi.
Queste iniziative vanno sostenute – ha detto Giuseppe Valenza, presidente della C.I.A. di Caltanissetta. Dobbiamo muoverci tutti insieme. I produttori devono fare la loro parte e le istituzioni devono fare di più di quello che hanno fatto nel passato. La situazione è drammatica . E’ necessario la messa in atto di strumenti e di percorsi nuovi e aggiuntivi per superare questo momento di grave crisi.
Credo che i sindaci che hanno imboccato questa strada hanno fatto la scelta giusta – ha detto Vincenzo Iannello, direttore della Coldiretti di Enna e Caltanissetta.. Dobbiamo avere la capacità di costruire momenti aggregativi. Sediamoci attorno ad un tavolo e vediamo cosa possiamo fare per questo territorio, per questa agricoltura di eccellenza, per avere un rapporto serio e corretto con la grande distribuzione. Abbiamo bisogno di un quadro normativo e programmatico chiaro. E la Regione qui deve fare la sua parte. Ci vogliono norme nuove ed efficaci per fare i controlli questo è il lavoro che ci aspetta.
Al termine del dibattito cè stata una degustazione di prodotti tipici locali.

















