A seguito della ricezione delle cartele esattoriali fino a 90mila euro per per l’ici zona D1 a Canicattì, di cui ci eravamo occupati in un precedente articolo, pubblichiamo integralmente l’intervento di un nostro lettore:

In riferimento all’ICI sulle aree edificabili, il comune di Canicattì senza provvedere a determinare il valore (il valore del terreno costituisce un valore atto stabilire l’importo del tributo ICI) di tutte le aree ricadenti in ZONA D ( sono le zone del territorio comunale destinate ad edifici ed impianti produttivi, industriali, artigianali, commerciali, direzionali. In relazione alle differenti caratteristiche le zone D sono suddivise nelle sottozone D0=aree produttive esistenti,D1=aree industriali,D2=aree artigianali,D3=aree per attività commerciali,D4=aree annonari,D5=aree della centralità direzionale) ha incaricato la Maggioli di riscuotere il relativo tributo.
In particolare il comune di Canicattì ha determinato solamente il valore delle aree edificabili per le zone”B” e per le zone “C”.
Detti valori sono:
– zona “B” a 87,80 €/mq
– zona “c” a 41,32 €/mq;
La Maggioli, non avendo nessun valore di mercato per le aree edificabili per le zone diverse dalle “B” e dalle “C”, ha agito com di seguito:
– in una prima fase, utilizzando il suddetto valore di 41,32€/mq indistintamente er tutte le aree, ha determinato e successivamente notificato importi (che sono chiaramente esorbitanti) per il tributo ICI. Nell’ accertamento, in particolare, si proponeva una riduzione delle sanzioni nel caso di un bonario accordo da effettuarsi entro 60 giorni dalla data di notifica dell’accertamento;
– in una seconda fase, in conseguenza delle rimostranze degli utenti, la Maggioli, ha abbassato i valori tra 15,00 e i 25€/mq. La Maggioli con la nuova proposta, peraltro effettuata verbalmente e non in forma scritta, metteva in atto un tracotante ricatto in quanto l’utente doveva scegliere tra le due sottostanti possibilità:
1) accettare prontamente e definitivamente la nuova proposta, rinunciando a qualunque ricorso (la nuova proposta risultava sicuramente meno esosa della precedete, ma in alcuni casi sicuramente eccessiva.
2) ricorrere alla Commissione Tributaria per un importo pari a quello della prima notifica determinato per un valore del terreno pari a 41,32€/mq rinunciando peraltro alla riduzione delle sanzioni applicate;
– in una terza fase, la Maggioli, in conseguenza alle rimostranze effettuate da alcuni professionisti nel settore all’ Ufficio Tributi all’Ufficio ICI del comune di Canicattì, provvedeva ad effettuare una rettifica delle notifiche gli accertamenti, i seguenti valori:
a) per le zone D1 a 15,00€/mq;
b) per le zone D2 a 20,00€/mq;
c) per le zone D3 a 25,00€/mq.
In tutto questo il comune di Canicattì appare latitante, irresponsabile in quanto:
–senza determinare i valori per tutte le aree edificabili che costituiscono una sorta di base imponibile per il calcolo dell’ICI ha incaricato la Maggioli di riscuotere i tributi;
–non ha controllato il modo di operare della Maggioli che ha effettuato accertamenti basati su valori arbitrari su tutte le aree edificabili diverse da quelle ricadenti in zona B e in zona c;
–non ha controllato i “concordati con adesione” che la Maggioli in modo ancor più arbitrario, ha formalizzato contrattando caso per caso il valore unitario dei terreni. In particolare in alcuni casi terreni in zona commerciale sono stati valutati pari a quelli delle Aree Industriali (per errore? per dolo? per ignoranza?);
–il Vice Sindaco, ing. Rizzo, nel dicembre del 2009, nonostante che era stato avvertito di tutto quello che stava succedendo, a pensato a curare gli adempimenti per la inaugurazione del teatro sociale.
A tutt’ oggi il comune di Canicattì non ha ancora eliminato le incongruenze, è evidente che si deve effettuare una distinzione del valore di mercato fra le varie zone “B” e “C” e “D” e inoltre delle opportune distinzione all’ interno delle stesse.
Tanto per fare un esempio è palese che:
— un terreno in zona “D3” zona commerciale sottozona della zona “D” posto per intenderci in corrispondenza dell’ uscita per Castrofilippo è enormemente più pregiata di una zona “D1” zona industriale ubicata in corrispondenza dell’ uscita per Caltanissetta;
–anche all’interno delle zone “D1” occorre fare un ulteriore distinguo in ragione della visibilità dall’ asse stradale, dalla loro accessibilità, ecc. che determinano un diverso valorew commerciale e quindi un diverso tributo ICI.
Le considerazioni estimative sul valore dei terreni in zona industriali:
-Nella zona in cui sono ubicati quest’ ultimi terreni ad oggi non è avvenuta nessuna transazione;
-nel comune di Caltanissetta una società spagnola ha acquistato aree edificabili urbanizzate immediatamente sfruttabili per la costruzione di capannoni a valori che si attestano a 14 €/mq;
– a circa 5 km dal centro abitato del comune di Canicattì in territorio amministrativo di CL 1.575 mq di terreno dotato delle opere di urbanizzazione è stato venduto a 11,42 €/mq.
– con la GURS del 14/08/2009 sono stati fissati per aree industriali ASI i seguenti valori:
agrigento 8,00 €/mq, in Caltanissetta 12,00 €/mq. Detti valori ancorchè non scaturenti da una libera contrattazione sono zone dotate di opere di urbanizzazione prontamente edificabili e quindi costituiscono un dato utilizzabile per il calcolo del valore di mercato delle aree edificabili in zona industriale.
-il valore massimo di esproprio  per i terreni limitrofi alla SS 640 ovvero quelli di maggior pregio è stato assunto pari a 18.00 €/mq. E’ evidente che molti terreni lontani dalla SS 640 e risultando addirittura non accessibili hanno un valore di gran lunga inferiore pari a circa 4 o 5 €/mq.
Io penso per salvare il salvabile il Sindaco dovrebbe sospendere tutto.
A.C.