“Non escludiamo l’ipotesi di una scissione del gruppo del Pd all’Assemblea siciliana, che viene gestito in modo autoritario dal capogruppo Antonello Cracolici. C’è un problema reale che va affrontato subito dal partito” secondo il vice capogruppo all’Ars del Pd, Franco Rinaldi, espressione dell’area “Innovazioni” che fa riferimento all’ex ministro Salvatore Cardinale e al deputato Francantonio Genovese, che nel governo regionale è rappresentata dall’assessore tecnico Mario Centorrino.
La replica di Antonello Cracolici: “Non credo che la riforma elettorale sia il vero problema: è un argomento condiviso da tutto il partito. Dicano quali sono i reali motivi dei loro malumori, invece di sostenere che sono autoritario”. Per il capogruppo del Pd all’Assemblea siciliana qualche parlamentare del Pd rischia “di assecondare il delirio di sfascismo totale della destra siciliana che chiede di fare il bilancio, pur sapendo che è bloccato a causa del governo nazionale di cui loro sono espressione diretta e che vuole la semplificazione amministrativa per poi presentare 700 emendamenti”.
E sulla riforma elettorale per gli enti locali aggiunge “la legge non è un’iniziativa mia, è stata assunta e condivisa prima dal partito e poi dal gruppo parlamentare, io porto avanti la linea con obbedienza. È stata iscritta all’ordine del giorno – continua – con l’opposizione ci confronteremo nel merito”.
Per il deputato regionale, Giuseppe Picciolo, esponente del movimento ‘Innovazione’, l’ipotesi di scissione del gruppo Pd all’Assemblea regionale siciliana, paventata dal suo collega Franco Rinaldi, “è una legittima provocazione, fatta per un malessere ma che non può certo essere affrontata attraverso gli organi d’informazione”.
“Sono preoccupato per questo clima. Se non si trova un punto di accordo tra maggioranza e opposizione e tra esponenti di uno stesso partito, valuto difficile superare questo blocco, che certamente non fa bene alla Sicilia” ha detto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, in merito ai lavori parlamentari che vanno a rilento per lo scontro tra maggioranza e minoranza e per divergenze anche all’interno degli stessi gruppi.
Non era mai accaduto: un partito chiuso dal suo leader e fondatore attraverso un post sul proprio blog. Un avvertimento ai suoi colonnelli e ai fedelissimi, ecco cosa scrive Lombardo nel suo blog:”C’è una grande mobilità nel quadro politico. Cosa succede nel terzo polo, Fli, il Pdl che cresce o dimagrisce? Uno spettacolo un po’ desolante per la verità.
Il problema è se ci si muove per ragioni ideali o di bottega. Se si tratta di ideali, tanto di cappello. Se ci si muove per affari propri, c’è solo da girarsi dall’altra parte. L’Mpa deve superare l’attuale assetto della classe dirigente e la forma organizzativa e forse anche la sua denominazione di origine controllata. Ciascuno di noi ha fatto la propria parte partecipando alla fondazione e alla fase di avvio e adesso dovremmo dar vita a una costituente che gli cambi i connotati e lo renda capace di attrarre esperienze politiche varie, magari più piccole, presenti nel territorio.“


















