Domenica 6 Marzo 2011 il giovane regista Livio Facciponte trasforma le colline del feudo di contrada Cazzola in un occulto e tenebroso luogo di sepoltura riportando in vita, un’antica usanza funebre esistita fino al 12 giugno del 1804 quando Napoleone ha emanato l’editto di Sant Cloude, che vietava la sepoltura delle salme all’interno di terreni e case private. Le scene 24 del nuovo film dell’associazione di cineasti canicattinesi consistono nella realizzazione di una serie di riprese, in cui viene girata la sepoltura di un’agente dell’FBI uccisa precedentemente in una battuta di caccia, mentre stava svolgendo il proprio lavoro di agente investigativo.

La decisione degli scenografi dell’associazione cinematografica, è stata quella di riproporre il rito di sepoltura all’interno di un luogo soleggiato e arieggiato che a tutto ispira tranne che ad una simile destinazione, poiché il feudo di Cazzola è stato sempre ricordato come centro di fioritura dell’economia agricola del territorio Canicattinese.


Le menzionate scene, sono state girate da Livio Facciponte e coordinate da: Gaetano Ricotta, Salvatore Merulla e Antonio Puzzangara. I ruoli degli attori coinvolti nel rito funebre sono stati interpretati da: Salvatore Caico, Roberto Vicari, Liana Di Vita e Santo Faraci.

Le colline oltre ad essere trasformate in un campo di morte sono state anche il punto di lancio per una delle nuove tecniche cinematografiche più all’avanguardia dell’editing video, l’effetto morphing. Grazie al lavoro del tecnico delle luci Giovanni Puntarello coadiuvato da Luigi Ricotta Salvo Pagano e Rocco Pirrotta, e’ stato possibile realizzare lo sdoppiamento del soggetto in un campo di ripresa mobile nonostante le avverse condizioni atmosferiche.

Già da tempo la troupe canicattinese aveva previsto un eventuale insuccesso, poiché la realizzazione di tale effetto speciale è possibile realizzarlo solo con mezzi altamente professionali disponibili solo in una grossa casa di produzione, ma la tenacia della Cineworldcorporation, con la collaborazione dello scenografo Lillo Lo Castello, ha fatto sì che il sogno di realizzare l’effetto morphing si potesse trasformare in una concreta realtà digitale.

Adesso che anche queste scene sono state girate diminuisce sempre di più il cammino verso la proiezione del film nelle sale. Quattrocento artisti coraggiosi, uniti mano nella mano stanno per finire un progetto che si protrae da 3 lunghi anni con spirito di sacrificio e abnegazione per il cinema, spinti dal sogno di vedere trasformare i propri sogni in pellicola.