Per la giornata alla donna, voglio dedicare questa poesia a tutte le donne, soprattutto a quelle che lottano contro ogni abuso, ogni disprezzo e contro la mancanza dei diritti umani e civili.
La dedico a tutte le donne, alle madri, alle mogli e a color che offrono la loro vita al mondo più debole e indifeso.
Auguri a noi tutte.
ESSERE DONNA
Essere donna
comporta sacrifici e doveri
ma anche tanti desideri,
che a volte vengono realizzati
ma in certi casi
neanche considerati.
La donna ha forte
il senso della dignità,
c’è chi la perde
con le proprie volontà
ma c’è a chi viene tolta
con la violenza e il disprezzo
ed ecco che essere donna
si paga a caro prezzo.
La donna è
il conforto della famiglia
a Lei ogni componente si appiglia.
La donna è
il simbolo delle virtù,
ma oggi che cosa siano
non si sa più.
Essere donna non è egoismo
fcciamo prevalere l’altruismo.
Noi donne siamo l’esempio
dell’amore e della beltà
continuiamo ad esserlo per chi
nel mondo ancora verrà.
Enza Gruttad’Auria
Un giorno speciale e di insperato respiro internazionale che ha visto le piazze d’Italia riempirsi di donne, che al di là di ogni schieramento ideologico hanno ritrovato unità nel comune intento di difendere la dignità femminile. Una profonda, sentita e intima consapevolezza non soltanto di donne consegna all’8 marzo un ulteriore valore che arricchisce quello storicamente ereditato. Questa volta il messaggio non giunge dall’America dove tante operaie sono morte vittime di un sistema economico che le ha punite per aver osato rivendicare il loro sacrosanto diritto alla dignità del lavoro, ma è nato in Italia, dove donne non acquiescenti e non rassegnate hanno gridato BASTA e da qui ha raggiunto luoghi la cui distanza geografica è stata annullata dal comune sentire che ha avvicinato donne e uomini, non antagonisti ma vicini nel riconoscimento di un valore universale, la dignità della donna. Come un tam tam, scaturito in modo spontaneo e naturale dalla rete, privo di qualsiasi connotazione politica, si è diffuso, esteso, propagato fino a coinvolgere in un urlo “se non ora quando?” tutte le donne che non sopportano più di essere considerate, da un modo di pensare becero, l’eterno oggetto sessuale. BASTA! è stato il grido che si è levato da centinaia di piazze gremite di donne, ma anche di uomini, profondamente consapevoli e convinti del valore delle donne. Le donne sanno di essere lavoratrici, madri, mogli, sorelle, figlie che quotidianamente si impegnano con serietà e sacrificio nelle mille incombenze cui sono chiamate non sempre per scelta ma per i condizionamenti culturali della società. Persistono modelli familiari, e sono i più, in cui tutto il carico della quotidianità, delle responsabilità che va dalla cura dei figli a quella degli anziani, viene scaricata addosso alle donne, che devono faticare il doppio rispetto agli uomini se vogliono realizzarsi nel lavoro, che peraltro è anche una necessità per l’economia domestica, e conciliarne i tempi con quelli della famiglia. Questo è un dato incontestabile, e sarebbe disonesto non ammetterlo, perché vissuto ogni giorno in nella maggior parte delle famiglie. Se a questo si aggiunge l’immagine umiliante della donna ridotta a semplice orpello ornamentale e a oggetto di piacere mercificato era inevitabile che si innescasse una reazione che ha visto coinvolto l’intero paese e che solo un’arrogante e miope politica poteva non prevedere. Il pericolo maggiore nascosto in questo modello di relazione tra uomini e donne, basato sullo scambio di prestazioni sessuali in cambio di favori e di cariche politiche, così spavaldamente esibito, sta nel legittimare e far percepire come “normali” comportamenti che normali non sono ma possono indurre a credere che questa sia la strada per raggiungere gli obiettivi che ci si pone. Rischiano di inquinare un modo di pensare che tante lotte non solo femminili ma anche della società civile hanno invece cercato tra tante difficoltà di affermare, fondato sul rispetto e sul riconoscimento del valore delle donne. E’ allora giusto far sentire la propria voce contro questi comportamenti volgari e irrispettosi che vorrebbero riportarci indietro nel tempo e svilire le lotte e le conquiste fatte. Ma a dispetto di chi le valuta solo in funzione dei propri capricci le donne vanno avanti, sono determinate, decise, assertive, intelligenti, preparate, indipendenti, autonome, capaci di decidere il proprio destino anche se a volte pagano a caro prezzo tutto questo. Sicuramente, però, ne vale la pena.
















