Una settantina di cadaveri, quasi certamente di migranti morti durante una traversata verso le coste italiane, sono stati recuperati davanti alle coste libiche, nei pressi di Tripoli. La notizia, che risale a giovedì scorso, è stata confermata da padre Joseph Cassar, responsabile del servizio dei gesuiti per i rifugiati a Malta, che ha detto di averla appresa da alcuni profughi eritrei che si trovano ancora in Libia. I corpi sono stati sepolti nella stessa giornata di giovedì senza che fossero stati riconosciuti.

Le vittime potrebbero far parte del gruppo di 68 migranti, in gran parte somali ed eritrei, partito dalle coste libiche e di cui non si avevano più notizie dal 25 marzo scorso. A dare l’allarme era stato don Mosè Zerai, presidente dell’agenzia Habesha che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo. Il sacerdote aveva ricevuto una richiesta di aiuto lanciata attraverso un satellitare dagli immigrati che avevano riferito di trovarsi in difficoltà, senza viveri e con poco carburante.


Un altro barcone con 335 persone a bordo risulta disperso da due settimane. L’agenzia Habesha e l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) anche in questo caso hanno dato l’allarme chiedendo che vengano intensificate le ricerche nel Mediterraneo.

INCENDIO A LAMPEDUSA. A Lampedusa intanto è stato appiccato un incendio dai minori ospitati nella Casa Fraternità della parrocchia. Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco. I ragazzi hanno messo a soqquadro l’edificio rompendo porte e vetri e qualcuno si è anche leggermente ferito. Sul posto è intervenuta la polizia in tenuta antisommossa e la situazione è tornata alla calma. I ragazzi hanno inscenato questa protesta perché chiedono di partire immediatamente.

Nella struttura della parrocchia, guidata da don Stefano Nastasi, sono attualmente ospitati 36 ragazzi, dopo che 20 sono stati imbarcati stamattina sul traghetto di linea per Porto Empedocle. Proprio stamane, quando i giovani hanno visto andar via i propri coetanei, hanno cominciato a protestare. Gli operatori umanitari, subito arrivati, hanno provato a ristabilire la calma, ma nel pomeriggio la rivolta è esplosa, nonostante la promessa che in giornata sarebbero partiti. I ragazzi hanno ammassato alcuni materassi all’esterno della casa e poi hanno appiccato il fuoco.

“Nel mio paese – dice un ragazzino a torso nudo – abbiamo impiegato pochi giorni per mandare via Ben Alì. Siamo arrivati qui  per riconquistare la nostra libertà e invece ci tengono chiusi in una casa prendendoci in giro e dicendoci ogni giorno che domani partiremo”.

RIPRENDONO GLI SBARCHI. In giornata sono arrivati quattro barconi. E nel pomeriggio è salpata la nave “Excelsior” con a bordo 1.731 migranti. Farà tappa a Trapani, Catania e Napoli. Altre tre navi sono attualmente in rada davanti al porto dell’isola: la “Catania” della flotta Grimaldi, “La Superba” della Grandi navi veloci, la “Flaminia” e la “Clodia” della Tirrenia.

I migranti ancora sull’isola sono 1.740, compresi i 362 dei quattro sbarchi di oggi. Molti a fine giornata si sono imbarcati su La Superba e la Clodia. Nelle prossime ore sono attesi altri migranti, circa 400, avvistati su 5 barconi al largo dell’isola.

SOCCORSA UNA BARCA. Uno scafo che imbarcava acqua è stato soccorso da una motovedetta della guardia di finanza circa 5 miglia al largo di Lampedusa. L’allarme è stato lanciato con una telefonata alle fiamme gialle da parte del fotoreporter napoletano Giulio Piscitelli, che lavora per un’agenzia fotografica di Milano e che si trova a bordo dell’imbarcazione.

LA LEGA INSISTE. La Lega Nord insiste sulla propria linea oltranzista. “Se qualcuno la pensa diversamente, ospiti i clandestini a casa sua”, afferma Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione legislativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord.

Calderoli ribadisce la proposta per risolvere l’emergenza nel Sud Italia, invitando tutto l’esecutivo ad applicare i rimpatri immediatamente. “Il nostro dovere è difendere il nostro territorio, difendere i nostri posti di lavoro, garantire la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico. L’unica soluzione è quella che ha sintetizzato Bossi: ‘fora da i ball’. E questo lo pensa non soltanto la Lega ma tutti i cittadini”.