CAMPOBELLO DI LICATA. Il caso riguarda un cittadino del luogo, G.F. – queste le sue iniziali, tanto per rispettare la privacy -, il quale si è visto recapitare presso la propria abitazione due bollette emesse dalla società “Girgenti Acque” per un totale di € 8.723,16. In particolare, la prima bolletta in questione di € 5.542,37 presentava un consumo idrico pari a 3.429 metri cubi, per un periodo pari a venti mesi, dal maggio 2008 al dicembre 2009. Il nostro signor G.F., a quel punto contestava la fattura presentando un dettagliato ricorso, ma la “Girgenti Acque” ribadiva che l’importo di oltre 5.000 euro era corretto e andava pagato. Inoltre, per l’anno 2010 veniva calcolato secondo lo stesso criterio un consumo idrico sempre spropositato con la conseguente emissione di un’altra fattura spropositata di importo pari ad € 3.180,79. Con un totale di quasi 9.000 euro da pagare, G.F., si rivolgeva al proprio legale di fiducia, l’avvocato Maria Rita Giangreco, di Campobello di Licata, la quale, dopo un attento e certosino lavoro, presentava una richiesta di annullamento delle bollette in questione alla “Girgenti Acque”, evidenziando quali errori fossero stati commessi nella fatturazione. A seguito di tale richiesta, la “Girgenti Acque” riconosceva l’inesattezza del calcolo effettuato, procedeva all’annullamento delle due fatture di € 5.542,37 e di € 3.180,79 ed emetteva una fattura di € 1.480,00. Tale fattura fa riferimento ad un periodo di due anni e mezzo ed è stata calcolata tenendo conto di un consumo medio giornaliero rilevato sulla base di due letture effettuate dalla “Girgenti Acque”. Inoltre, la stessa società ha proceduto gratuitamente alla sostituzione del contatore idrometrico, poiché illeggibile.

Giovanni Blanda