E’ ormai rottura tra gli autotrasportatori e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: quest’ultimo ha bloccato i pagamenti dell’ecobonus 2009, tra i cui beneficiari vi sono moltissime imprese siciliane e gli autotrasportatori hanno risposto compatti, proclamando il fermo dei servizi di trasporto dal 16 al 20 maggio, con manifestazioni di protesta in tutta la Sicilia.
Ricordiamo che l’ecobonus è l’incentivo promesso dal Governo nazionale per chi sceglieva il combinato strada-mare, purtroppo solo sulla carta, dal momento che i pagamenti hanno subìto uno stop.
Per non parlare delle modalità di controllo e pagamento delle istanze: prima il Ministero dei Trasporti promuove le aggregazioni, addirittura con appositi fondi, poi si smentisce con il pagamento dell’ecobonus, riservando alle ditte singole una corsia preferenziale e mettendo in coda tutti i consorzi.
La Sicilia dice basta ai soprusi e ad un Governo che guarda solo dall’altra parte dell’Italia(vedi il Nord e la Lega): l’economia siciliana è stata già duramente provata dal duro colpo inferto al turismo a causa degli sbarchi incontrollati di migranti, dai gravissimi danni all’autotrasporto causati dalle norme del nuovo codice della strada che non tengono in nessuna considerazione i prodotti ortofrutticoli siciliani, adesso anche la beffa di non incassare un centesimo su somme anticipate per il trasporto marittimo.
Ma per essere sicuri che il messaggio arrivi direttamente al Governo Berlusconi, oltre al fermo, la categoria ha deciso che non si recherà a votare nelle prossime elezioni amministrative: non si può fare in Sicilia solo incetta di voti e poi lasciarla marcire nei suoi problemi.
Per questi motivi le imprese di autotrasporto siciliane hanno aderito in massa al fermo proclamato da Trasportounito dal 16 al 20 maggio.
IL VICEPRESIDENTE DELLA CONSULTA DELL’AUTOTRASPORTO DELLA REGIONE SICILIA
Salvatore Bella


















