“Salviamo la cattedrale di Agrigento, ma anche il duomo di Naro”. E’ quanto afferma Maria Grazia Brandara, già sindaco di Naro, la quale ritiene che “l’emergenza dei nostri centri storici, acuita dalle piogge dell’inverno trascorso, presuppone la realizzazione di una serie di opere strutturali, capaci di mettere in sicurezza tutti quei comuni siciliani che hanno necessità di interventi urgenti per il loro recupero edilizio”. Ed aggiunge: “Sono problematiche che ho avuto modo di conoscere ed affrontare nella mia esperienza di sindaco e di parlamentare regionale. Problematiche che mi hanno portato a predisporre una proposta di legge ad hoc per i centri storici minori della Sicilia, il cui impianto, esteso anche ai borghi antichi, è stato ripreso nell’iniziativa che in questi giorni si trova all’esame della Camera dei Deputati”. Brandara sottolinea come le condizioni in cui versa il vecchio Duomo di Naro siano altrettanto precarie anche perché fu danneggiato gravemente dalla frana del 4 febbraio del 2005 che investì una vasta area del centro storico provocando lesioni a ben 148 abitazioni. “L’impegno per impedire che la rovina del Duomo avanzi, è restituire alla fruizione un monumento del XII secolo che insieme al Castello Chiaramontano rappresenta la metafora di comunicazione della città, non deve venire meno e per questo è opportuno tenere sempre accesi i riflettori su tutta la zona più colpita dalla frana”. Per Maria Grazia Brandara, “le opportunità che si potrebbero configurare a seguito di un intervento finanziario della Regione a sostegno dei centri storici, si collegano ad una domanda di rivitalizzare gli antichi nuclei urbani, carichi si storia, e possono determinare occasioni di crescita economica, di aggiornamento culturale, proveniente dalla vasta gamma di attività e di professionalità collegate”. Ed inoltre: ” L’esigenza di mettere a sistema le risorse connesse al patrimonio culturale è avvertita per: affrontare le responsabilità e gli oneri della tutela dei singoli complessi di beni, esprimere e promuovere la qualità della vita nei contesti territoriali; valorizzare il territorio attraverso una diffusa rete di fattori di interesse, rispetto, comunicazione. La conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale è diventata parte integrante delle politiche locali di promozione del territorio: “volano” dello sviluppo sostenibile locale, e polo strategico per esprimere competitività all’interno di scenari più ampi. Da qui l’esigenza di utilizzare la difesa di simboli come la Cattedrale di Agrigento e il Duomo di Naro per garantire, intanto, la sicurezza degli abitanti delle zone in cui insistono i preziosi manufatti e per predisporre un modello operativo, supportato da risorse finanziarie, capace di tradurre il patrimonio in risorse e le aspettative di buongoverno in prospettive sostenibili di azioni integrate nel sistema territoriale”.