Bandiere a mezz’asta e chiusura del portone d’ingresso del Comune di Agrigento in segno di vicinanza ai residenti del centro storico, e per protesta nei confronti dei deputati nazionali e regionali agrigentini e del presidente della Regione Raffaele Lombardo. L’iniziativa del sindaco di Agrigento, Marco Zambuto arriva dopo il mancato stanziamento dei fondi per mettere in sicurezza il centro storico della città, interessato da diversi crolli, l’ultimo il settecentesco palazzo Lo Jacono. Il primo cittadino ha annunciato la chiusura del Municipio e il trasferimento degli uffici del sindaco e della giunta in alcuni locali comunali di via San Vincenzo, la zona teatro dell’ultimo cedimento. “Si tratta di un segno segno di vicinanza nei confronti dei residenti del centro storico – ha detto il sindaco – ma anche una protesta nei confronti dei deputati nazionali e regionali agrigentini che non stanno mostrando alcun interesse per la propria città e nei confronti del presidente della Regione Lombardo che prima ci ha promesso un milioni per mettere in sicurezza il centro storico e che poi ci ha negato i fondi”. C’è un piano per la messa in sicurezza del centro storico, ma mancano i fondi. Nelle casse comunali ci sono solo 100 mila euro, una cifra irrisoria per il programma di interventi da mettere in atto e garantire sicurezza alla popolazione. Bloccata pure la rimozione delle macerie del palazzo Lo Jacono.