La memoria popolare narese ricorderà di sicuro il periodo in cui la città ha mantenuto e manteneva un ruolo importante nel panorama agrigentino.
E non parliamo della Naro Fulgentissima, dell’età antica, quella Medioevale o dell’età moderna ma di quella contemporanea e cioè della Naro degli anni 70/80.
In quei decenni Naro ebbe un forte peso amministrativo e giudiziario nel territorio dell’agrigentino, tanto da divenire un fulcro importante per l’economia locale.
Quanti ricordano Naro ospitare alcune istituzioni storiche, molte delle quali avevano sede in edifici di grande pregio architettonico.
La Pretura: l’ufficio giudiziario che gestiva le cause del circondario, ubicato in via Dante nei locali del Collegio dei Gesuiti oggi appunto chiamati ” ex pretura” nel centro storico, le cui funzioni sono poi state accorpate e trasferite al Tribunale di Agrigento
Il Carcere: storicamente allestito all’interno dei locali del suggestivo Castello Chiaramontano, dichiarato Monumento Nazionale nel 1912 e utilizzato per secoli come luogo di detenzione mandamentale e nei giorni nostri fino agli anni 80.
L’Esattoria: gli uffici comunali e provinciali deputati alla riscossione delle imposte e dei tributi, che all’epoca gestivano fisicamente il flusso dei pagamenti per i cittadini naresi, ubicata ultimamente in via Rotabile Agrigento.
L’Ufficio di Collocamento: gli uffici erano ubicati in via Dante, a ridosso della Scuola media Riolo Specchi.
Quanta economia…
Chi ricorda il vecchio campetto ove oggi sorge la struttura di riferimento per l’infanzia della città.
Quanti si ricordano campionati, tornei…
E chi ricorda le vecchie porte in alluminio color bianco collocate in piazza Roma ( largo S. Calogero) posizionate una davanti l’ingresso del Santuario e l’altra sotto le mura del Calvario, ove il largo spazio di mattonelle ricordava un campo di calcio?
Porte che il grande Don Giorgio concedeva ai ragazzi per giocare a calcio.
E durante la Festa di S.Calogero chi ricorda le bancarelle che già a fine maggio erano già operative rimanendo fino alla fine di giugno?
Chi ricorda il cine/teatro Tre Torri di via Dante, che per moltissimi naresi rappresenta un luogo di memoria, un vero e proprio monumento ai ricordi tra le tante manifestazioni culturali.
Chi ricorda la giornata conclusiva della Sagra del mandorlo in Fiore, ove i gruppi folkloristici si esibivano la sera in quel teatro pieno.
La ” piccionaia” i palchetti, la platea…
Le storiche pellicole che si proiettavano ma anche tanto, tanto teatro con le tante commedie del teatro narese…
Ed il Martorio di Lillo Gueli Alletti?
Figura di rilievo, nel campo del teatro dialettale narese, Calogero Gueli Alletti, ( u zi Liddu per gli amici) che, negli anni 70 fondó la compagnia del “Teatro popolare”, con cui portò in scena molte commedie dialettali e la sacra rappresentazione del Mortorio, in vari paesi della Sicilia.
Come dimenticare il cinema di Sant’Agostino?
E la festa dei SS. Cosma e Damiano?
La Festa risale al sedicesimo secolo, quando a Naro c’era il convento dei Santi Cosma e Damiano (1520-1652), poi divenuto convento agostiniano, il cui guardiano padre Prospero Favara preservò, ed anzi potenziò, la fiera agricola dei santi Cosma e Damiano.
La festa culminava nella fiera-mercato ospitata in Piazza Padre Favara e nel tratto di Via Dante che da questa piazza si snoda. Sino all’immediato dopoguerra era una delle più importanti fiere di animali della Sicilia occidentale. Ma era anche un’occasione, sino agli anni settanta, per fare provviste autunnali nelle barracche del mercato: qui si vendevano coperte, cappotti e vestiti pesanti; ma anche scodelle e pignatte. E i ragazzini approfittavano della folla che riempiva via Dante e piazza Padre Favara per divertirsi a sparare ossa di millicucchi (noccioli di bagolaro) con le cannizzole (cerbottane artigianali di canna comune.
E gli storici bar di Naro?
La pizzeria/bar di Maddio Arena a S.Calogero, i bar di Sanmalasi, il bar di Pino Alaimo in piazza ed il bar Sport dei Malluzzo fino a qualche tempo fa gestito dall’amico Nino Malluzzo.
E le granite vendute da Pino Di Caro e D’Agostino con le loto motoape e “garagarà”?
Quanti ricordi di una Naro che non esiste più.

Mimmo Riccio