C’è un dibattito vecchio come internet sulla violazione della privacy nel web. Questa volta, ad essere incriminate, sarebbero alcune applicazioni di Facebook ree di aver fatto man bassa dei dati personali di milioni di utenti e averli propagati a terzi, cioè aziende interessate a creare pubblicità mirate. A quanto pare la violazione della privacy da parte delle applicazioni di Facebook non è una questione molto sentita dagli utenti che sono a conoscenza del fenomeno, ma preferiscono non rinunciare al loro social network preferito e continuano a postare richiami alla loro vita privata e, soprattutto, installare applicazioni (come ad esempio i giochi di blackjack e poker).
La notizia clamorosa è che le applicazioni che permettono di carpire i dati sensibili sono le più diffuse, quelle utilizzate da milioni di utenti. L’autorevole Wall Street Journal ha segnalato in un articolo di qualche mese fa che anche Farmville, Texas Hold Em Poker e Frontierville avrebbero messo in pericolo la privacy degli utenti. I dati violati delle persone sarebbero stati venduti ad una ventina di aziende.
Queste diffusissime applicazioni, hanno in comune di essere prodotte da Zynga, un’azienda che nell’ottobre del 2010 subì una causa collettiva presso la Corte Federale di San Francisco per aver condiviso i dati degli utenti con società di pubblicità e data broker. Zynga è un vero e proprio colosso degli skill games, le sue applicazioni di giochi da casino come il poker sono in assoluto le più diffuse sul social network di Mark Zuckerberg.
Come fare per evitare che questo avvenga? Difficile navigare anonimi. Partecipando al grande gioco dei social network si deve essere consapevoli che i propri dati personali non sono mai completamente al sicuro: l’importante è naturalmente che terzi non vengano a conoscenza delle nostre coordinate bancarie o che rubino la nostra identità, ma qui si tratta di vero e proprio phishing.
Qualcosa si può fare andando nella sezione di Facebook relativa alla privacy (in alto a destra, si va su account, poi su impostazioni sulla privacy) e modificando le impostazioni di “applicazioni e siti web” e “controlla il modo in cui condividi”. In questo modo si può rendere più restrittivo l’accesso ai nostri dati. Ancora più importante è non fidarsi mai di applicazioni che per l’accesso richiedono l’inserimento della propria password.
Home Rubriche Scienze e tecnologie Privacy e applicazioni di Facebook. Si può fare qualcosa per proteggere i...


















