Dopo avere accolto l’invito della Commissione di Garanzia di revocare il fermo, Trasportounito ha fissato la nuova data del fermo nazionale dei servizi: dal 24 al 28 ottobre in tutta Italia e, principalmente, nei porti e interporti più importanti.
Salvatore Bella, Vicepresidente Nazionale di Trasportounito ha dichiarato che “non saranno i cavilli burocratici a fermare gli autotrasportatori siciliani; spostare il fermo di qualche settimana per ottenere risposte che attendiamo da anni, non è assolutamente un problema, il fermo si deve fare perché lo chiede la categoria e perché le nostre imprese sono stanche di sentir parlare un certo Uggè a capo dell’Unatras. Questi hanno prodotto tanta carta e “0” risultati.”
“Sono ormai trent’anni che “certi” personaggi inquinano la rappresentanza dell’autotrasporto e nei palazzi scambiano benefici e poltrone a scapito di chi si spezza la schiena sul camion e per i camion. Ormai sono in tanti che hanno aperto gli occhi e hanno capito che dentro questo codazzo di associazioni non ci sono più le imprese ma solo i presidenti e qualcuno che ha il coraggio di farsi chiamare segretario; colonnelli senza soldati che assoldano il consenso grazie ai finanziamenti pubblici (pedaggi autostradali) e millantano rappresentanza nei confronti di un Governo credulone o falsamente ingenuo”.
“Altrimenti non si spiega infatti la motivazione per la quale molte imprese falliscono, chiudono e soffrono, mentre alcune associazioni governano società milionarie che fanno mega investimenti sulle aree di sosta, sui servizi e sui prodotti commerciali. Loro sono ubriachi di soldi mentre agli autotrasportatori solo qualche umiliante briciola e alcune leggi ridicole, ignorate e derise dai committenti”.
“Una volta gli autotrasportatori guadagnavano ed erano rispettati. Da quando sono apparsi certi personaggi nel mondo della rappresentanza, si è creato un sistema di potere e denaro. L’apice di questo risultato è stato raggiunto quando “uno di noi” (si diceva all’epoca) ha fatto il Sottosegretario ai Trasporti. E per “compensare” il padrone ha creato un mercato selvaggio, dal quale le imprese di autotrasporto hanno conosciuto solo sfruttamento e miseria. Questo personaggio purtroppo è ancora lì. Dispone ed indica al codazzo delle associazioni cosa devono o non devono decidere. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, e cioè tutte le scelte fatte in questo decennio si sono dimostrate fallimentari, inconcludenti, inutili e spesso controproducenti per gli stessi autotrasportatori”.
E’ giunta l’ora di dire basta. L’autotrasporto siciliano deve aderire al fermo dal 24 al 28 ottobre, sia per provare a risolvere i nostri problemi (che sono rimasti irrisolti nonostante i luminari dell’autotrasporto, che siedono a Roma e dicono di rappresentare la categoria) sia per cacciare fuori dai palazzi soggetti tanto ambigui quanto inaffidabili.
Dobbiamo difendere le nostre ragioni, il nostro lavoro. Abbiamo diritto ad una tariffa di sicurezza stradale, ad avere costi adeguati, ad utilizzare infrastrutture sicure ed un gasolio professionale nazionale, a chiedere alla committenza un tempo di pagamento ragionevole senza farci strangolare dalle banche e dai fornitori.
Vice Presidente Nazionale
Salvatore Bella