Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Lupo ha assolto l’ex presidente dell’Akragas calcio, Gioacchino Sferrazza da tutti i reati, perchè il fatto non sussiste. Sferrazza era accusato di apologia del reato di associazione mafiosa, istigazione a delinquere e calunnia. La vicenda risale al settembre del 2009, quando Sferrazza fu travolta da una bufera, poichè nel corso di una conferenza stampa, dedicò la vittoria della sua squadra contro lo Sporting Arenella “all’amico fraterno Nicola Ribisi”, arrestato qualche giorno prima, con l’accusa di associazione mafiosa. Successivamente Ribisi venne condannato a cinque anni e quattro mesi, dopo i primi due gradi di giudizio. Sferrazza, secondo la Procura – l’inchiesta era stata condotta dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto procuratore Luca Sciarretta – avrebbe anche istigato i tifosi a minacciare di morte il giornalista Gerlando Cardinale, che per primo diede la notizia della dedica. Un’ulteriore accusa di istigazione è relativa ai baci, che lo stesso Sferrazza ha mandato all’indirizzo di Ribisi il giorno dell’arresto di quest’ultimo, mentre usciva dalla Questura di Agrigento per essere trasferito in carcere. L’accusa di calunnia, invece, si riferiva alla querela presentata dall’ex presidnete dell’Akragas, contro lo stesso giornalista e la direzione del giornale, per cui lavora. Il giornalista si era costituito parte civile con l’assistenza dell’avvocato Salvatore Pennica. Gioacchino Sferrazza è difeso dall’avvocato Daniela Posante. Il pubblico ministero Francesco Battaglia aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione.












