Dopo solo un giorno di protesta, Trasportounito nazionale sospende il blocco dell’autotrasporto che sarebbe dovuto durare fino alla mezzanotte di venerdì 28 ottobre.

“Il Governo – ha comunicato l’associazione guidata da Maurizio Longo – apre il Tavolo per una verifica a 360 gradi sulla funzionalità della legge 127/10 e sui problemi emergenziali dell’autotrasporto italiano. A fronte di tale impegno del governo, Trasportounito accetta di sospendere ogni azione di protesta in atto, riservandosi di valutare entro il 30 novembre i risultati che scaturiranno concretamente dai lavori del tavolo di confronto governativo”.


Dal canto suo il Sottosegretario ai trasporti Mino Giachino ha dichiarato che “nell’ambito dei lavori del tavolo dell’autotrasporto cui partecipano la committenza e le 13 associazioni dell’autotrasporto, il Governo ha dato la disponibilità a inserire all’ordine del giorno la funzionalità delle Legge 127/2010 a condizione che Trasportounito sospendesse il fermo dei tir che aveva, con forme illegittime, bloccato e rallentato il porto di Genova e gli interporti di Rivalta Scrivia e Padova. La delegazione di Trasportounito guidata da Franco Pensiero e Maurizio Longo ha aderito alla richiesta ed ha sospeso il blocco. Nel pomeriggio l’attuazione dell’importante legge 127 proseguirà con la riunione dell’Osservatorio che dovrebbe definire i costi di esercizio nei vari settori”.

In una nota stampa Trasportounito Sicilia dichiara:

Alla fine i fatti ci hanno dato ragione: anche il Segretario e il Presidente nazionale di Trasportounito, Maurizio Longo e Franco Pensiero, hanno sospeso il fermo di servizi di autotrasporto dopo l’apertura del Governo e la garanzia, proprio come già fatto da Trasportounito Sicilia. Sospendere il fermo dopo un solo giorno o revocarlo prima di attuarlo non ha cambiato nulla: di fatto la parola del Governo di tentare di risolvere le questioni è una garanzia che è stata sufficiente per tutti. Allora meglio non creare danni ad un’economia già duramente provata in Italia, soprattutto in Sicilia in piena campagna di raccolta di uva e pesche.

In serata, è stato diffuso un comunicato stampa contenente notizie definibili quantomeno errate: secondo tale comunicato Trasportounito Sicilia si starebbe preparando a effettuare il fermo dei servizi di trasporto con relativi blocchi nei porti siciliani. Le Prefetture hanno contattato il Presidente e il Segretario di Trasportounito Sicilia per avere spiegazioni in merito, i quali hanno smentito tale notizia in quanto, il Direttivo di Trasportounito Sicilia ha deciso per la dissociazione del fermo già sabato scorso. Del Direttivo fanno parte tutti i Presidenti delle nove Provincie siciliane e la decisione è stata presa all’unanimità. Tutte le notizie che circolano in questo momento difforrmi dalla decisione presa dal Direttivo regionale sono frutto di fantasie di qualcuno, al solo scopo di creare allarrmismi e caos. Apprezzamento è stato espresso per i dirigenti di Trasportounito Sicilia dalla Presidenza del Consiglio, per avere evitato danni all’economia siciliana.Intanto è in corso questa mattina la riunione che il governo ha convocato all’indomani del primo giorno di sciopero nel settore autotrasporto proclamato da Trasportounito.

Oggi le operazioni al porto di Genova sono tornate ad essere regolari dopo le agitazioni di ieri, quando circa 130 tir sono rimasti bloccati nello scalo. Attualmente, però, sono pochi i camion presenti. Gli spedizionieri hanno reso noto che il calo dell’attività giornaliera è arrivato all’80%.

Alle trattative del tavolo convocato oggi dal Sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, sono affidate le speranze di sospendere il fermo, che nelle intenzioni di Trasportounito dovrebbe proseguire fino a venerdì.

La situazione a Genova ha fatto infuriare il presidente dell’ Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo, che ha annunciato denunce per danni. “Quello di Trasportounito non è stato uno sciopero nazionale, è stato un atto di pirateria, una sopraffazione per tutte le aziende e i lavoratori che operano in porto. Non può esistere nessuna motivazione che giustifichi una tale sopraffazione – ha aggiunto -. Mi sento tradito da Trasportunito, essendo stati noi uno dei pochi porti che in questi anni ha cercato di costruire un rapporto dialogante e collaborativo che per me da oggi si interrompe”.

“Invito Trasportounito a recedere da questa lotta inutile e a partecipare al Tavolo sull’autotrasporto convocato per al ministero”, aveva dichiarato ieri Giachino. L’organismo di categoria ha però respinto l’invito del sottosegretario, minacciando blocchi anche a Villa San Giovanni, dove salpano i traghetti per Messina: “I 400 milioni di euro che il governo ha deciso di erogare anche per il 2012 per l’autotrasporto sono soldi buttati al vento. E’ ora di finirla. Anche negli anni passati le imprese di autotrasporto, hanno raccolto solo briciole, perdendo giorno dopo giorno capacità contrattuale e vedendo i costi di gestione superare anche del 25-30% il prezzo del servizio reso sul mercato”.

“La non adesione in Sicilia allo sciopero dell’autotrasporto è un atto di grande sensibilità pubblica che non può non essere apprezzato – ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè – Ringraziamo, pertanto, i rappresentati siciliani di Trasportounito che con questa scelta coraggiosa hanno evitato numerosi disservizi che avrebbero inevitabilmente danneggiato tutti i cittadini dell’isola”.

Salvatore Bella Vice-Presidente Nazionale Trasportounito