Pubblichiamo l’intervento del collega Giuseppe Patti, direttore della testata giornalistica LicataLive24.it, querelato dall’assessore  Gianfranco Pilato della giunta del comune di Licata:

Fare giornalismo sano e libero in Italia non è di certo facile. Tutto si complica nella nostra Provincia, dove i politici quando vengono criticati si sentono punti nell’orgoglio e con la subdola arma della minaccia di querele sperano di potere “addolcire” o peggio, intimorire il malcapitato di turno.


A Licata la gestione della cosa pubblica sta vivendo i momenti più bassi della propria storia. Lo dicono i fatti. Il consiglio comunale, dopo avere fallito la mozione di sfiducia, si è dimesso in blocco due anni fa sperando che il sindaco, in uno scatto d’orgoglio, rimandasse ogni decisione alle urne. Non è successo, lo stesso Primo Cittadino per mesi non ha potuto mettere piede a Licata per via di un procedimento penale che è ancora in corso. Angelo Graci dovrà affrontare un altro processo con l’accusa di tentata corruzione nei confronti dell’ex Ad di Girgenti Acque, Giuffrida. Non trovando più gente ad affiancarlo nella sua incredibile avventura politica, ha pescato in provincia nominando assessori e vicesindaci di Grotte, Aragona, Favara, Agrigento. Ha nominato in tutto oltre trenta assessori in appena tre anni e mezzo di legislatura. Un record.

Il comune è all’orlo del dissesto economico, ci sono debiti per svariati milioni di euro, si sta cercando disperatamente di vendere i beni immobili per fare cassa, non ci sono soldi per gli straordinari, gran parte dei dipendenti vanta mesi e mesi di salario accessorio arretrato, i fornitori non vengono pagati e molti di loro hanno avviato la procedura per i decreti ingiuntivi, la refezione scolastica nelle scuole materne lo scorso anno non si è fatta, quest’anno non si riesce a garantire l’assistenza ai bambini disabili nelle scuole, mancano i soldi per comprare le lampadine dei corpi illuminanti, che non vengono sostituite. Il canile è chiuso perché l’associazione che lo gestiva non percepisce contributi comunali.

In questo quadro così desolante, la testata che mi onoro di dirigere, www.licatalive24.it, ha avuto l’ardire di criticare un sindaco che, nonostante tutto, si ostina a mantenere otto assessori e che non ne vuole sapere di accorpare i dipartimenti per risparmiare soldi.

Abbiamo portato l’esempio di uno di questi assessori, Gianfranco Pilato di Grotte ( avvocato difensore del sindaco Graci nel processo scaturito dall’inchiesta Sorgente) che detiene le deleghe di avvocatura, servizi demografici e società partecipate. Abbiamo detto che ci sembrava inopportuno, per un comune in difficoltà come quello licatese, mantenere un assessore a 1500 euro al mese per occuparsi di impegni così poco gravosi.

Apriti Cielo! L’assessore in questione, non solo si è sentito offeso solo perché lo abbiamo chiamato in causa, ma ci ha addirittura querelato!

Querela a parte, gli abbiamo offerto di potere replicare alle nostre osservazioni sul nostro sito web, senza limiti di spazio e senza “paletti”, ha (poco gentilmente) declinato il nostro invito, dicendoci che lui, in quanto nominato dal sindaco, solo al sindaco deve dare conto, non ai giornali, ne tantomeno ai cittadini elettori che lo leggono.

Ci si lamenta che i cittadini sono sempre più distanti dalla politica, a Licata è la politica a tenersi a debita distanza dai cittadini, non c’è collegamento tra chi è elegge e chi è eletto, con l’aggravante che a Licata, dal vicesindaco a molti assessori, non sono neppure residenti a Licata, non ci abitano, non ci lavorano e prima di oggi, non ci erano neppure mai stati!

Prima di chiudere questo mio intervento, fatemi ringraziare chi mi ha offerto questo spazio, l’editore Gero Marsala e il direttore Davide Di Fazio. La Vostra offerta mi ha onorato e dimostra che, aldilà degli stereotipi, la stampa agrigentina non è tutta uguale e che ci sono editori e direttori liberi come quelli di Canicattiweb che con coraggio, non solo fanno giornalismo d’inchiesta e di opinione, ma non hanno nessun timore a manifestare, come hanno fatto in questo caso, la loro solidarietà con i fatti a chi come Licatalive24, è fatta oggetto di un tentativo di imbavagliamento del sacrosanto diritto di cronaca, e di critica. Grazie ancora.

Giuseppe Patti

Direttore Responsabile Licatalive24.it