Su sollecitazione dei locali rappresentanti dell’Udc, il senatore Giampiero D’Alia ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia sulla soppressione della sede distaccata del Tribunale di Canicattì.
Un intervento ispettivo con il quale Il coordinatore regionale del partito di Casini chiede di sapere quali siano i criteri seguiti per ridisegnare la complessiva organizzazione territoriale della giustizia in Italia.
Intanto lo stesso leader dell’UDC, Pierferdinando Casini, in un’intervista televisiva, dai microfoni di Canale 5, ribadisce la necessità di razionalizzare la geografia giudiziaria del nostro Paese e quindi la scelta di chiudere alcune sedi periferiche degli Uffici Giudiziari.
Non sembra pertanto che l’UDC di Canicattì si sia affidato in buone mani per difendere una causa, senz’altro giusta. Infatti, o il senatore D’Alia non è al corrente della linea del suo partito sull’organizzazione della Giustizia in Italia, o poiché un’interrogazione non si nega a nessuno la si fa anche quando è perfettamente inutile e serve solo per diramare un comunicato stampa.
Se si vogliono ribadire le ragioni di opportunità che consigliano di non trascurare l’indiscutibile valore sociale, culturale ed economico delle sedi giudiziarie in prossimità dei territori a più alta densità criminale e maggiormente a rischio occorre scegliere iniziative più credibili e politicamente condivise ed orientate.
Ivan Paci
Capogruppo PdL Provincia Regionale di Agrigento


















