Un uomo di 51 anni, Paolo Vivacqua, originario di Ravanusa, è stato ucciso a colpi di pistola nell’ufficio di una ditta della sua famiglia a Desio (Monza Brianza) che si occupa di rottamazione di metalli, al primo piano di uno stabile di via Bramante al civico 15 in Zona San Giorgio.
A trovare il cadavere è stata la sua compagna, che ha avvisato le forze dell’ordine.
Allo stato i carabinieri di Desio non formulano ipotesi sul movente del delitto, e non escludono il regolamento di conti e la pista della criminalità organizzata.
L’uomo è stato raggiunto da almeno cinque proiettili. Otto i bossoli trovati dai carabinieri, calibro 7,65.
I carabinieri lo hanno trovato col telefono ancora in mano, dietro la sua scrivania, in un lago di sangue.
Le attività di Vivacqua erano diverse, dallo smaltimento di materiale ferroso ai servizi finanziari, gli inquirenti non escludono nemmeno un movente passionale, poiché complessa è la situazione famigliare: una moglie e tre figli, la separazione, l’unione con una nuova compagna, che a sua volta era sposata.
Di certo c’è che aveva precedenti penali per reati fiscali e faceva una vita molto agiata, con una maxi villa in città con contestazioni di abusivismo, con diverse auto di lusso, persino con un elicottero.
Dietro l’uomo, tra l’altro, ci sarebbe una scia di vicende da accertare. A partire dai dettagli sulla residenza. Vivacqua infatti risulta residente a Lugano e domiciliato a Carate Brianza, ma il suo cognome a Desio è legato alla vicenda di una villa abusiva costruita nella zona della città nota per le violazioni urbanistiche e per procedimenti al Tar ancora in corso.
«Eppure era una brava persona – lo descrivono tanti conoscenti – sempre pronto ad allungare 50 euro a chi aveva bisogno».
A Ravanusa, era visto come un benefattore, dopo che qualche mese fa ristrutturò a sue spese il cimitero comunale e la Statua del Cristo Redentore.
Le indagini, affidate al capitano di Carabinieri Cataldo Pantaleo sono in corso.
Il nuovo sindaco di Desio, il democratico Roberto Corti, è preoccupato, spera che le forze dell’ordine chiariscano la vicenda. «Non ci lascia di certo tranquilli, aspettiamo di saperne di più».












