Il presidente del Consiglio comunale di Canicattì, Mimmo Licata, appresa la notizia riguardante  l’intervento del Consigliere Di Benedetto, replica alle accuse .

“Non rispondo per le rime al Consigliere Di Benedetto in quanto il mio obiettivo non è certamente quello di alimentare polemiche inutili e sterili


È stato presentato il ricorso, adesso sarà la Magistratura amministrativa a stabilire da quale parte sta il torto e da quale parte sta la ragione

Ho semplicemente tentato di spiegare le mie ragioni nel corso di un intervista ad un quotidiano. Non capisco il perché di questo accaloramento su un argomento per il quale lo stesso Di Benedetto ha deciso di trasferire nelle aule di tribunale un dibattito esclusivamente politico

Aspetteremo con pazienza, ma nessuno può condizionare il mio pensiero permettendosi di zittirmi.

La città deve sapere che non esiste alcuna violazione né alcuna falsa applicazione delle norme

– Il Consiglio comunale ha rispettato i 20 giorni previsti dalla presentazione della proposta alla discussione in aula (con la successiva approvazione)

– Il consiglio comunale ha rispettato in pieno quanto espresso dalla norma e dai regolamenti in materia di parere di collegio dei revisori dei conti, soprattutto tenendo conto delle prescrizioni dettate dal commissario ad acta, inviato dall’assessorato regionale Enti locali, e in perfetta malafede non citato nel ricorso in oggetto.

Cosa succederà?

Intanto il comune, con apposita delibera di Giunta, si costituirà in giudizio e quindi avendo rispettato le Norme dimostreremo alla città e a noi stessi cosa significa e a cosa porta la collera e l’invidia di un consiglio comunale che in sintonia con l’Amministrazione lavora e produce atti utili al miglioramento delle condizioni di vita della nostra città.

Nel caso contrario, se si dovesse dimostrare la nostra inesperienza rispetto alla grande cultura amministrativa di qualche “luminare” della minoranza, alla ricerca spasmodica di un formalismo esasperato, questi signori raggiungerebbero il loro obiettivo, ossia la paralisi amministrativa della nostra città, non potendo garantire alcun servizio.

L’annullamento del conto consuntivo, infatti provocherebbe anche l’annullamento del bilancio preventivo.

Mi chiedo, a chi gioverebbe questo ricorso? Di certo non alla città

Alla città la risposta

Il Presidente del Consiglio Comunale

(prof. Domenico Licata) “.