Un sicario venuto dal sud. Magari proprio da Ravanusa, il piccolo comune in provincia di Agrigento dove la vittima era nata e con il quale conservava un legame a doppio filo. Anche d’affari. Si sono estese fino in Sicilia le indagini per scoprire l’assassino di Paolo Vivacqua, l’imprenditore di 51 anni ucciso lunedì a Desio a colpi di pistola. Un’esecuzione spietata come quella dei boss della mafia. Ieri i carabinieri e i magistrati del Tribunale di Monza hanno chiesto la collaborazione dei loro colleghi siciliani. Gli investigatori si stanno convincendo che potrebbe essere partito proprio da lì l’ordine di uccidere Vivacqua.
Di più: dal sud potrebbe essersi mosso anche il suo assassino. Se queste, almeno per il momento, sono solo ipotesi, quel che è certo è che i carabinieri stanno cercando un killer professionista, capace di mettere a punto un omicidio fin nei minimi dettagli. Gli inquirenti inoltre sono sempre più convinti che il movente sia da ricercare nella vorticosa «macchina da soldi» creata da Vivacqua per mantenere il suo altissimo tenore di vita.
Muratore e carrozziere in Sicilia, Vivacqua era emigrato a Desio, diventando un imprenditore nello smaltimento di rifiuti speciali. Dopo aver chiuso la Ramit e la Giada srl, nel 2009 era stato arrestato per frode fiscale in una maxi truffa da 180 milioni di euro che vedeva coinvolte aziende a Brescia, Napoli e Ravanusa. Per sfuggire all’arresto aveva inutilmente preso la residenza a Pregassona, un piccolo comune vicino a Lugano. Qui aveva fondato la Blackstone Merchant. L’ultima creatura di Vivacqua è stata l’American Chat Game, una home page di roulette, scommesse e slot machine on line ma anche di incontri con escort. Giovedì sarà effettuata l’autopsia sul corpo di Bevacqua. Poi l’imprenditore – per volontà dei familiari – tornerà in Sicilia e sarà sepolto a Ravanusa, nel  cimitero che lui stesso aveva restaurato e abbellito a sue spese solo pochi mesi fa.