Partorisce il suo bambino e lo abbandona in ospedale. Una triste storia accaduta a Canicattì qualche settimana fa. Una donna, di cui naturalmente non possiamo svelare l’identità, dopo aver dato alla luce una bambina ha deciso di non riconoscerla. Una scelta dolorosa, forse la più penosa per una donna. Partorire un figlio e abbandonarlo, lasciarlo in ospedale perché non si hanno i mezzi per sostenerlo, vederlo crescere fino a diventare grande.
Come prevede la prassi, l’autorità’ giudiziaria, ha nominato un tutore legale per accelerare il più possibile l’iter di adozione della bambina. Il neonato, dopo aver ricevuto le prime cure nell’unità operativa di neonatologia dell’ospedale barone Lombardo è stato affidato dal giudice dei minori di Palermo, ad una comunità protetta e successivamente sono stati incaricati i servizi Sociali del Comune affinché il piccolo possa avere tutte le cure che necessita. Il tutore, scelto in base a criteri che soddisfano in via assolutamente prioritaria gli interessi del minore, ha preso in cura il piccolo ed ha ricreato un luogo in cui il bambino possa trovare l’affetto di una famiglia. Ai problemi già esistenti però se ne aggiungono altri.
Il comune di Canicattì, avrebbe manifestato l’intenzione di togliere il bimbo dalla comunità in cui si trova adesso per trasferirlo in un’altra struttura convenzionata. Alla base ci sarebbero problemi economici. Secondo quanto sostenuto dai Servizi sociali , la retta mensile per accudire il bambino sarebbe troppo esosa per le casse del Comune, da qui la scelta di emanare il provvedimento di trasferimento in una struttura convenzionata a costo zero. Di parere totalmente contrario il responsabile della comunità protetta, che si dice pronto a rifiutare la retta pur di evitare al bambino ulteriori traumi psicologici.
Mentre sino a poco tempo fa un neonato non riconosciuto rimaneva ricoverato in ospedale per due o tre mesi in attesa del provvedimento del giudice tutelare, adesso, grazie alla rete dei tutori legali volontari, entro una settimana al massimo trova una famiglia o una comunità accogliente e preparata a offrigli tutte le cure e l’affetto di cui ha bisogno, in attesa del provvedimento definitivo di adozione. Questi bambini, potranno quindi avere un futuro sereno.
La legge italiana consente alla donna di partorire in segretezza e non riconoscere il piccolo venuto al mondo. I tribunali italiani, se il neonato non viene riconosciuto dalla madre, non possono fare ricerche sulla paternità e ne possono dichiarare lo stato di abbandono e l’adottabilità.












