Riceviamo e integralmente pubblichiamo una mail inviataci da un lettore sulla situazione sociale e politica di Campobello di Licata:
Libertà è partecipare alla vita della propria città. I problemi della città sono di chi ci abita, come il piacere di viverci e di lavorarci. Trovare un’alternativa possibile al sistema sociale, economico,ambientale e politico di cui facciamo parte è anche quello un compito che spetta a noi abitanti e cittadini.
A Campobello di Licata, l’amministrazione comunale con a capo il sindaco, hanno disatteso tutti gli impegni profusi, portando il nostro povero paesello a vivere di soli ricordi dei tempi che furono.
Elenco alcuni punti di ciò che non hanno realizzato:
1) Il progetto di una nuova scuola, partendo dalla redazione di un Piano regolatore scolastico che doveva rappresentare il punto di riferimento per tutte le iniziative che riguardavano sia l’aspetto legato all’edilizia sia l’aspetto più specificamente educativo
2) Le politiche sociali della nuova Amministrazione doveva ridisegnare il servizio socio – assistenziale.
3) Contrastare energicamente le infiltrazioni, nell’Amministrazione locale, delle organizzazioni di stampo mafioso e della criminalità organizzata, collaborando con le forze dell’ordine per sconfiggere a tutela della collettività amministrata fenomeni di potere e d privilegi alimentati da azioni mafiose o comunque da attività illecite e disoneste nonché per affermare all’interno dell’ente e nella società civile una adeguata cultura di legalità.
4) Doveva realizzare luoghi in cui i bambini possano trascorrere il tempo libero, decentrandoli nei diversi quartieri e nelle frazioni, sulla base delle specificità di ogni zona L’obiettivo era quello di realizzare ludoteche, spazi lettura ed aree di verde.
La nuova Amministrazione voleva trasformare Campobello da città dei bisogni a città delle opportunità attraverso un sentiero tracciato, che via via si doveva sviluppare consentendo al territorio di acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità ancora inespresse.
Per raggiungere tale obiettivo, occorreva innanzitutto completare l’opera di adeguamento del territorio fornendolo di tutti i servizi essenziali, dall’acqua alle fognature, da un sistema viario degno di questo nome ad una qualità ambientale che non può che configurarsi come qualità complessiva della vita. Occorreva gettare le basi per costruire uno sviluppo sociale, economico e culturale che superi definitivamente la fase dell’emergenza, per raggiungere uno standard qualitativo adeguato. Acqua, pulizia, un sistema di mobilità sostenibile, opportunità occupazionali, politiche sociali moderne ed efficienti, sicurezza, integrazione territoriale.
Sono queste, dunque, le direttrici sulle quali la nuova Amministrazione doveva andare avanti per garantire la qualità della vita dei cittadini.
Il consenso manifestato dai cittadini nell’ultima competizione elettorale imponeva, oggi ancora di più, scelte politiche e programmatiche che superino le logiche di schieramento e guardino esclusivamente agli interessi della collettività.
Una città è sicura anche e soprattutto se l’Amministrazione comunale si fa garante di principi di legalità.
La legalità è una cosa seria e nessuna attività amministrativa può prescindere da essa.
Il sindaco, dovrebbe battersi contro ogni forma di illegalità, dalla più blanda alla più eclatante, nella convinzione che il rispetto delle regole è fondamento della convivenza civile e democratica, è garanzia soprattutto per i più deboli, quelli che non hanno protettori e padrini.
Dovrebbe contrastare l’organizzazione mafiosa, non limitandosi a presenziare le manifestazioni in ricordo di coloro che ne sono stati vittime e che pure servono a rammentare che non bisogna mai abbassare la guardia, ma ergendo di fronte al pericolo di inquinamenti o infiltrazioni il muro della assoluta legalità della propria azione quotidiana, nelle piccole come nelle grandi cose.
Mi rivolgo alla amministrazione comunale (maggioranza e opposizione), sindaco compreso, abbiate il coraggio e la consapevolezza di dimettervi, affinchè Campobello abbia ancora un’altra possibilità di riemergere dal “fango” dove è stata trascinata..
Luigi

















